Area Ticosa, le segnalazioni si moltiplicano: viavai continuo di gente tra rifiuti e degrado

Da tempo le segnalazioni si susseguono. Lo vedono i residenti, se ne sono accorti gli automobilisti che parcheggiano a poca distanza e non mancano i post di denuncia sui social.

Gli ingressi sono bloccati da catena e lucchetti ma si passa tranquillamente da altri varchi.

E’ accaduto ancora e le immagini lo mostrano con chiarezza: almeno due persone anche oggi – senza troppo preoccuparsi di essere viste – si sono addentrati nell’area della Santarella, la ex centrale termica della tintostamperia Ticosa nel cuore di Como. Una struttura ormai immersa nel degrado e pericolosa perché fatiscente. Il rogo di 10 anni fa aveva contribuito a rendere ancor più precarie alcune parti. Ciclicamente si interviene con controlli e misure di sicurezza per impedire a senzatetto e sbandati di entrare e, puntualmente, c’è chi ci riesce.

Pochi giorni fa un post di un abitante della zona sul gruppo Facebook “Sei di Como se” rilanciava l’attenzione sull’area segnalando il continuo viavai di persone e la pericolosità oltre ai rifiuti abbandonati ad ogni ora del giorno.

Soltanto ieri un’automobilista aveva notato un uomo di origini straniere uscire da un lato del cancello e poi caricare e scaricare bottiglioni d’acqua. Due foto, scattate velocemente, mostrano la scena e facilmente si arriva a pensare che quell’acqua possa servire a chi all’interno resta.

La scorsa settimana un altro ragazzo, zaino in spalla, ha oltrepassato la recinzione sotto agli occhi di chi cercava un posteggio. Oggi pomeriggio erano in due, uno sempre munito di zaino e l’altro con un borsello, che senza fretta passeggiavano inoltrandosi tra le sterpaglie.

Mentre lo scorso luglio erano stati notati due ragazzi a petto nudo seduti su delle sedie, sedie tuttora presenti, che parlavano tra loro.

Il tutto accade nel cuore di Como, a pochi passi dalla questura, in quello spazio che da troppo tempo attende una riqualificazione, un edificio dismesso diventato nel tempo, come buona parte dell’area, una discarica.

Un luogo simbolo dell’architettura industriale e del distretto tessile della città di Como. Un immobile tutelato, destinato, sulla carta, a un utilizzo culturale. Un patrimonio del capoluogo, abbandonato a un presente di trascuratezza e inciviltà e di pochi controlli.

Prima che scoppiasse il devastante rogo, nel 2016, la struttura era stabilmente utilizzata dai senzatetto. La situazione era cambiata dopo l’incendio, anche se la Santarella non ha mai smesso di essere un luogo di rifugio. E le immagini odierne ne sono l’ennesima dimostrazione. Resta da capire cosa si va a fare lì dentro. Si cerca solamente riparo? La domanda resta sospesa.

A poche decine di metri di distanza c’è un’altra situazione che non conosce pace: l’accampamento di disperati negli spazi dell’ex supermercato di via Regina Teodolinda. Da lì accedere all’area Ticosa, il passo è breve.