“Un uomo perbene, un lavoratore instancabile, un collega leale e fidato, una persona capace di distinguersi per la propria umanità, per la disponibilità verso gli altri e per quel carattere aperto e cordiale che lo rendeva benvoluto da tutti”. La direzione e i colleghi della Tabu ricordano commossi Aldo Marra, 55 anni, ucciso a coltellate sabato pomeriggio fuori da un bar a Cantù dopo una lite banale.
Per l’omicidio è stato arrestato Cristian Maffia, 33 anni di Cantù. “Mi ha preso in giro per l’accento calabrese”, ha detto ai carabinieri che lo hanno fermato. I clienti del bar hanno spiegato invece che Maffia avrebbe infastidito la cameriera e Marra è intervenuto per difenderla. Poi le coltellate fatali.
Aldo viveva a Cantù con la moglie Nicoletta e ai figli Serena e Filippo. Al lavoro alla Tabu ha sempre affiancato l’impegno nel mondo del calcio, prima allenatore e poi collaboratore, dal San Michele al Cascina Mamete. Per i suoi ragazzi era “Aldone”, “Ald1” e anche ora che aveva lasciato la panchina era sempre presente e disponibile ad aiutare ovunque servisse.
Ieri, la squadra del “Mamete”, ha chiesto di poter rinviare la partita di campionato, seconda categoria, contro l’Academy Bregnanese. Gli avversari però si sono rifiutati. I calciatori allora si sono presentati con uno striscione per ricordare “Ald1”. Sono entrati in campo solo sette giocatori per srotolare il cartello e ricordare Aldo. Poi, pochi secondi dopo il fischio d’inizio, hanno lasciato il campo. “Perdiamo a tavolino ma vinciamo come persone – hanno detto -. Era il minimo che potessimo fare per Aldo. Non ce la sentivamo proprio di giocare dopo quello che è successo”.
Oggi alla Tabu, nel reparto segheria dove Marra lavorava ci sarà un momento di ricordo e commemorazione. “Un dolore profondo, che va ben oltre il rapporto professionale e che colpisce gli affetti e i legami umani costruiti nel corso degli anni – sottolinea il presidente Enrico Tagliabue – Perdiamo una presenza cara, una persona alla quale volevamo sinceramente bene. Ci stringiamo alla sua famiglia con tutto il nostro affetto, condividendo un dolore che sentiamo profondamente anche nostro. Il suo ricordo resterà per sempre parte della storia umana della nostra azienda. Lo ricordiamo per il sorriso gentile che sapeva rivolgere a tutti, per il carattere allegro e cordiale, per la sua naturale disponibilità ad aiutare chiunque ne avesse bisogno”.


