Pugno in faccia alla capotreno che gli chiede il biglietto: il tribunale di Como ha accolto la richiesta di sottoporre a perizia psichiatrica il 33enne senegalese irregolare in Italia e ritenuto responsabile dell’aggressione. L’ennesimo episodio di violenza che alimenta il clima l’insicurezza tra i pendolari. Le stazioni – e i treni – sono sempre più pericolosi. Una violenza ingiustificata e ingiustificabile, avvenuta lo scorso 21 novembre su un treno in arrivo alla stazione di Como San Giovanni.
Pugno in faccia alla capotreno, accolta la richiesta di perizia psichiatrica
L’uomo è stato subito arrestato dalla polizia. E il tribunale, ora, ha deciso di sottoporre il presunto aggressore a una perizia psichiatrica, per valutarne la capacità di intendere e volere. L’uomo è già ampiamente noto alle forze dell’ordine: reati contro il patrimonio e contro la persona, violenza, resistenza e minacce a pubblico ufficiale, lesioni personali e rapina.
Il 33enne si trova ancora nel carcere di Como, ma se – fosse valutato incapace di intendere e di volere – potrebbe presto tornare in libertà. L’ultima parola però, come sempre, spetta ai giudici. Il deposito della perizia psichiatria è atteso per la prossima udienza del processo, fissata a febbraio.
La dinamica
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, la capotreno del convoglio durante un normale controllo avrebbe chiesto il biglietto al senegalese. L’uomo avrebbe reagito in modo ostile e aggressivo, spintonando la donna e poi sferrandole un pugno in faccia. La capotreno, nonostante l’aggressione, ha tenuto d’occhio l’uomo tra i vagoni per non perderlo di vista mentre contattava i soccorsi e le forze dell’ordine.
Alla stazione di Como San Giovanni erano poi intervenuti i poliziotti della questura di Como, oltre agli operatori del 118. Il 33enne, portato in questura, era stato arrestato per violenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. La capotreno, portata in ospedale, era stata dimessa dopo le cure, con una prognosi di dieci giorni. Per il pugno aveva riportato un grave ematoma sul volto e una ferita al labbro.





