Buone notizie per chi sogna il camice bianco. L’Università dell’Insubria, l’ateneo che serve le province di Varese e Como, ha riempito tutti i posti disponibili per i corsi di Medicina e Odontoiatria. La graduatoria è uscita ieri, giovedì 8 gennaio, sul portale Universitaly e segna il debutto della riforma voluta dalla ministra Anna Maria Bernini, che da quest’anno ha cancellato il vecchio test a crocette. Al suo posto gli aspiranti medici hanno frequentato un semestre di lezioni tra settembre e novembre, il cosiddetto semestre aperto, per poi sostenere esami di Fisica, Chimica e Biologia uguali in tutta Italia. In base ai voti ottenuti è stata stilata la classifica nazionale, e i 239 posti dell’Insubria sono andati tutti assegnati. Di questi 87 sono andati a studenti che avevano frequentato il semestre in altri atenei.
I risultati però raccontano una situazione a due velocità, perché solo 91 studenti hanno passato tutte e tre le prove al primo colpo. Gli altri sono stati ammessi lo stesso, ma dovranno recuperare uno o due esami entro fine febbraio, e proprio la Fisica si è rivelata lo scoglio più duro, superato da meno di un candidato su sei. L’ateneo ha già organizzato corsi di recupero a distanza, con tre appelli a disposizione per ogni materia. Le immatricolazioni intanto chiudono martedì 14 gennaio, dopodiché dal 16 al 19 ci sarà spazio per i ripescaggi, nel caso qualcuno rinunci al posto.
Il territorio guarda con attenzione a questi nuovi camici bianchi, anche perché da anni molti medici e infermieri formati tra Varese e Como finiscono per lavorare oltre confine, in Canton Ticino, attratti da stipendi che possono essere il doppio di quelli italiani. Secondo le stime dei sindacati si tratta di migliaia di professionisti sanitari che ogni giorno attraversano la frontiera, una fuga che lascia scoperti reparti e pronto soccorso negli ospedali della fascia di confine. E che rende ancora più importante trattenere i professionisti formati sul territorio.





