Tangenti all’Agenzia delle Entrate, dieci patteggiano, due anni e mezzo a Secchi

Tangenti ai funzionari dell’Agenzia delle Entrate di Como, due mesi dopo la seconda ondata di arresti legati all’inchiesta sul cosiddetto “sistema Pennestrì” definite numerose delle posizioni di commercialisti e funzionari coinvolti.
Patteggiamento in particolare per una degli arrestati, la commercialista Simona Secchi, che ha definito davanti al giudice Carlo Cecchetti una pena di 2 anni e 6 mesi e un risarcimento economico. La professionista è agli arresti domiciliari. Ha patteggiato due anni poi l’ex funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Como, Roberto Santaniello.
Ancora da definire invece la posizione di un altro tra i principali indagati, Roberto Colombo, 61 anni, residente a Casnate con Bernate, funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Como e di Antonio Silipo, l’unico dei 14 arrestati che aveva negato ogni accusa nell’interrogatorio di fronte al giudice delle indagini preliminari.

Davanti al giudice Carlo Cecchetti, altri otto commercialisti oggi hanno definito il patteggiamento, con pene da un anno e 6 mesi a due anni.

“Il sistema di corruzione era ampiamente diffuso – aveva spiegato il pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Pasquale Addesso – lo studio Pennestrì era solo l’apice ma parliamo di molti professionisti, scelti spesso proprio per i loro contatti con i funzionari della pubblica amministrazione corrotti”. I destinatari dell’ordinanza eseguita nel maggio scorso sono accusati di 16 episodi di corruzione. Complessivamente, il risparmio erariale ottenuto tramite le tangenti sarebbe di oltre 2 milioni di euro.

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