La proposta alternativa alle paratie, un canale sotterraneo da Blevio all’Adda

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Un canale sotterraneo tra Blevio e Brivio per svuotare il primo bacino del Lario ed evitare così le esondazioni, il tutto senza erigere barriere.

È la proposta, già corredata da studi e analisi, lanciata da Fabrizio Sgheiz, inventore cernobbiese con una quindicina di brevetti alle spalle. «L’idea mi è venuta quando a Como si è cominciato a parlare di paratie – afferma Sgheiz  – Mi sono chiesto: possibile che non vi sia una soluzione alternativa alla costruzione di nuove barriere? Quando il rubinetto perde e la vasca si riempie, per impedire che il bagno si allaghi apro lo scarico e faccio uscire l’acqua. Così – aggiunge – ho immaginato la possibilità di far defluire altrove le acque del Lario quando superano il livello di guardia. E ho pensato a un canale sotterraneo che da Como arrivasse fino all’Adda, appena fuori Lecco, per svuotare il primo bacino».

Commenti

3 risposte

  1. Avatar max9000

    Il caldo fa male.L’importante sarebbe aprire le chiuse in anticipo ascoltando le previsioni e tenendo conto delle bombe d’acqua.

    1. Avatar F. Sgheiz

      Se riesce a prevedere le bombe d’acqua Lei sarebbe un brillante candidato al prossimo Nobel. Inoltre l’innalzamento non è solo dovuto dalle precipitazioni atmosferiche ma anche dalla dinamica dei venti: quando c’è l’esondazione i venti sono sempre da nord a sud, impedendo il deflusso contrario delle acque a meno che Lei abbia a disposizione una pompa così potente da vincere queste forze. Immagino che Lei sappia di quanti mila mq e di quanti Km parliamo (fino a Bellagio). Grazie del pensiero e saluti.

  2. Avatar silvano de lazzari
    silvano de lazzari

    Sogno o son desto?

    Il canale sotto la Manica mi pare fosse un filino più complesso da realizzare rispetto alle paratie del ramo comasco del Lario.

    Là però fu fatto e bene, qui, dopo qualche decennio e vari disastri (chi si ricorda il muraglione eletto dal sindaco Bruni in piazza Cavour?) siamo ancora a discuterne, a fare proposte, a ripartire facendo tabula rasa.

    Deve per forza esserci qualcosa, nel nostro DNA, che ci impedisce di essere organizzati.

    Se poi penso al viadotto dei lavatoi – inaugurato nel 2000 e che già pochissimi anni dopo presentava delle criticità – mi convinco che oltre all’incapacità ci possa essere anche dell’altro.

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