Il feudo dei balordi: tra risse e spaccio, i giardini del degrado

Da oasi per famiglie a terra di nessuno. In realtà, non proprio di nessuno: i giardini a lago di Como sono diventati un feudo di balordi.
Ubriachi, spacciatori, delinquenti di piccolo cabotaggio ma di alto impatto sulla sicurezza urbana.
E proprio l’area dei giardini ritagliata a misura di famiglia – una vecchia locomotiva restaurata, una fontana, i giochi dei bambini, le panchine – è off limits. Vietato entrare.
Non passa ormai settimana senza che la pagina della cronaca debba occuparsi dei giardini a lago. Gli interventi delle forze dell’ordine si moltiplicano: quando non è uno spacciatore arrestato, è una rissa sedata.
La zona è letteralmente nelle mani dei balordi. Al punto che diventa difficile – se non pericoloso – anche effettuare delle riprese video.
Il nostro operatore deve chiudersi in macchina per poter filmare senza cacciarsi nei guai. Oppure deve piazzare il cavalletto lontano e utilizzare lo zoom. Perché appena si avvicina per registrare immagini generiche dei gardinetti, in pochi minuti la situazione diventa poco sicura. Partono insulti e parolacce, ed è meglio andarsene, per non scaldare gli animi.
Quando si entra nella parte più nascosta dei giardini, si ha la sensazione di entrare in una zona franca. Dove degrado, spaccio e microcriminalità hanno sfrattato famiglie, turisti e bambini.

Commenti

2 risposte

  1. Avatar Fabio
    Fabio

    basterebbe che lasciassimo alla polizia la possibilità di usare la forza e, se necessario le armi…

  2. Avatar silvano de lazzari
    silvano de lazzari

    Tranquilli, adesso arriva Mr Salvini, che risolverà tutto in un amen. E magari anche meno.
    Non ha forse messo nel programma di governo che rimanderà indietro tutti i clandestini, sfollerà i campi rom, sbatterà fuori tutti gli abusivi?
    In che modo, non l’ha detto.
    E tra il dire e il fare…