Gioco d’azzardo patologico: negli ultimi 12 anni il Sert, Servizio per le Tossicodipendenze di Como, ha preso in carico 520 pazienti. Ma i numeri rischiano di essere ben più drammatici: proiettando sulla sola città di Como i dati nazionali della popolazione tra i 15 – 64 anni, potrebbero essere fino a 2.000 i giocatori problematici e fino a 1.200 quelli patologici..
Sono dati e stime diffusi dal Comune di Como, che ha approntato una bozza di ordinanza che prevede la possibilità di limitare gli orari di accensione delle cosiddette “slot machine”; un passo con il quale si conclude il progetto “Quando il gioco si fa duro”, cofinanziato da Regione Lombardia e guidato dal Comune di Como, per lo sviluppo e il consolidamento di azioni di contrasto al gioco d’azzardo patologico.
“Il numero dei giocatori patologici – spiega il Comune – aumenta con l’aumentare delle occasioni di gioco. In città gli apparecchi censiti nel corso del 2016 erano oltre 600. E’ stato deciso quindi di approfondire la pratica già sperimentata con successo da altre amministrazioni di intervenire sugli orari di accesso al gioco, valutandone la limitazione fino a sei ore al giorno come stabilito dall’intesa per il riordino del gioco pubblico raggiunta in Conferenza unificata Stato-Regioni lo scorso settembre. Il prossimo passo è la condivisione del testo con tutti i soggetti della filiera, dagli esercenti ai cittadini”.



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