Lo scandalo della cremazione, la burocrazia blocca il trasferimento dei defunti a Chiasso

L’intoppo burocratico là dove meno te lo aspetti. L’ostacolo in più nel momento drammatico della morte di una persona cara. Per fronteggiare il problema dell’assenza, in provincia di Como, di un forno crematorio funzionante, i cittadini lariani potrebbero scegliere l’opzione Chiasso. Nel cimitero della cittadina oltreconfine è attivo da poco più di un anno un nuovo impianto, gestito dall’Associazione Ticinese di Cremazione, un ente senza scopo di lucro che si occupa dell’intera procedura.
Da mesi però, apparentemente senza una spiegazione, il Comune di Como rende difficile se non impossibile questa soluzione chiedendo, secondo quanto denunciato dall’Associazione ticinese, il passaporto mortuario, un documento che non è necessario in base agli accordi bilaterali e che allunga i tempi per poter procedere alla cremazione, creando gravi disagi alle famiglie.

In un anno, al cimitero di Chiasso sono state effettuate 800 cremazioni, delle quali circa 150 di defunti italiani. Il costo, per tutti, italiani e svizzeri, è di 800 franchi svizzeri. Negli ultimi mesi, le stesse imprese di pompe funebri comasche hanno scritto all’Associazione Ticinese per denunciare i problemi burocratici riscontrati con il Comune di Como.

L’Associazione ha segnalato il problema al consigliere di Stato del Canton Ticino per chiedere un possibile intervento. Da Como, l’assessore ai Cimiteri Francesco Pettignano precisa di non essere informato della situazione e assicura una verifica con l’ufficio competente.

Commenti

Una risposta

  1. Avatar alberto butti
    alberto butti

    il sig. Pettignano non è all’altezza della responsabilità a lui assegnata
    cosa vuol dire che non è al corrente della situazione ? di cosa si occupa da responsabile ai servizi cimiteriali ?
    farebbe un grosso servizio alla collettività se rassegnasse immediatamente le proprie dimissioni !

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