Caso Cesare Pozzo, ex vertici puntano a patteggiare in appello

A pene più basse delle condanne del primo grado fino a 10 anni

(ANSA) – MILANO, 10 OTT – Hanno presentato richieste di concordato in appello, una sorta di patteggiamento in secondo grado, a pene rispettivamente di 3 anni e 8 mesi e 2 anni, con pena sospesa, Ferdinando Matera e Armando Messineo, ossia l’ex direttore generale e l’ex presidente della Cesare Pozzo, storica Società nazionale di mutuo soccorso, e ai vertici all’epoca della controllata Fondo Salute Sce, dalle cui casse, secondo le indagini dei pm milanesi, sarebbero stati drenati circa 5 milioni di euro attraverso pagamenti di fatture per operazioni inesistenti. Matera in primo grado, nel maggio 2023, era stato condannato a 10 anni e 6 mesi di reclusione, mentre Messineo a 6 anni e 9 mesi. Molto più basse, invece, le pene proposte col concordato. I giudici della quarta penale d’appello decideranno il 14 novembre. Al centro di questo filone dell’inchiesta, coordinata dal pm Carlo Scalas e condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, pagamenti di fatture false per lavori di ristrutturazione o soldi drenati attraverso la fittizia assunzione di personale legato agli indagati e con un doppio stipendio, ma anche l’uso reiterato di carte di credito aziendali per il pagamento di beni di lusso e di spese "voluttuarie", come serate nei night club. La sesta penale (presidente del collegio Paolo Guidi) ha anche condannato ad un anno Emanuele Attivissimo, ai tempi procuratore speciale e direttore tecnico di Fondo Salute. I reati contestati, a vario titolo dal 2017 al 2021, erano di associazione per delinquere, appropriazione indebita e infedeltà patrimoniale. Altri imputati nella stessa tranche di indagine sono stati già condannati in abbreviato o hanno patteggiato. Il Tribunale aveva anche riconosciuto alle parti civili Cesare Pozzo e Fondo Salute provvisionali di risarcimento per un totale di 3 milioni di euro a carico di Messineo e Matera. E provvisionali per oltre 200mila euro anche per altre parti civili. Tra i legali delle parti civili gli avvocati Lodovico Mangiarotti, Michele Bencini e Alessandro Pistochini. (ANSA).

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