(ANSA) – TORINO, 03 MAR – Ha accoltellato uno sconosciuto su un autobus, a Torino, senza fornire spiegazioni plausibili: ora per lui la pubblica accusa ha chiesto una condanna a dieci anni e dieci giorni di carcere per tentato omicidio aggravato dai motivi futili ipotizzando che, se c’è un movente, è "lo stato d’ira e di frustrazione conseguenti al suo vissuto". Il processo si sta celebrando con il rito abbreviato. L’episodio si verificò il 14 agosto 2024. L’imputato, difeso dall’avvocato Manuel Perga, è un 28enne che, secondo quanto ricostruito, vibrò "almeno nove" coltellate al collo e alla spalla della vittima, procurandogli lesioni giudicate guaribili in "quattro-cinque settimane". L’inchiesta accertò che i due non si conoscevano: il ferito era un 29enne appena arrivato da Milano per ragioni personali. L’imputato, dopo l’arresto, parlò di sé affermando di essere stato maltrattato da giovanissimo in una comunità per minorenni, di avere da poco subito una truffa con le criptovalute, di avere chiesto informazioni su come farsi sottoporre a un esorcismo. Un esame specialistico ha accertato che l’uomo soffre di un disturbo narcisistico di personalità, al quale influisce il consumo di stupefacenti, ma non così grave da incidere sulla sua capacità di intendere. La sentenza è prevista nei prossimi giorni. (ANSA).
Accoltellò sconosciuto per ‘frustrazione’, chiesti 10 anni




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