Medico ai senzatetto, approvata la legge. Orsenigo (Pd): “Diritto alla salute per i più fragili”

Approvata all’unanimità, dal consiglio regionale della Lombardia, la legge che garantisce anche ai cittadini senza fissa dimora l’assegnazione del medico di base o del pediatra di libera scelta. Si tratta di una proposta del gruppo regionale del Pd, a prima firma del capogruppo Pierfrancesco Majorino e sottoscritta anche dal consigliere Angelo Orsenigo.
La legge prevede al primo articolo che Regione Lombardia riconosca “ai cittadini italiani senza dimora privi di qualsiasi assistenza sanitaria, la facoltà di iscrizione nelle liste degli assistiti delle Aziende socio-sanitarie territoriali (Asst), anche a seguito di segnalazione da parte dei servizi sociali e socio sanitari, la facoltà di effettuare la scelta del medico di assistenza primaria e del pediatra di libera scelta, nonché di accedere alle prestazioni garantite dai Lea”, cioè i livelli essenziali di assistenza.
Con la nuova normativa, la giunta regionale si avvale delle segnalazioni e della collaborazione di Comuni e associazioni e individua le Case di comunità come punti di accesso per l’assistenza dedicata alle persone senza dimora. Il monitoraggio dell’efficacia della misura è affidato a una cabina di regia che comprende l’assessorato al Welfare, Asst, Ats, Anci Lombardia e rappresentanti del terzo settore. Per l’implementazione della legge vengono destinati 125mila euro per quest’anno e 500mila euro l’anno per i prossimi due anni.
“È una proposta che abbiamo presentato a fine 2023, per la quale abbiamo dato battaglia – spiega Orsenigo – Abbiamo approvato un provvedimento di civiltà che restituisce a migliaia di lombardi il diritto alla salute. Si tratta di persone che non avendo una casa e quindi una residenza finora, in caso di necessità di cure, dovevano rivolgersi ai Pronto soccorso anche per prestazioni che non avevano i requisiti né di urgenza, né di emergenza, quindi con accessi impropri e un aggravio di pressione su queste strutture. Questa legge – prosegue Orsenigo – garantisce un miglior utilizzo delle risorse pubbliche: si stimano in media dieci accessi all’anno al Pronto soccorso per ciascun cittadino senza fissa dimora, con un costo di circa 250 euro ad accesso, un costo ben superiore a quello di assegnazione del medico di base o del pediatra di libera scelta”.