‘Saman uccisa dal clan, non sopportavano la sua autonomia’

Le motivazioni della sentenza di appello sulla premeditazione

(ANSA) – BOLOGNA, 09 SET – L’omicidio di Saman è stato premeditato dal clan familiare, che non sopportava il desiderio di autonomia della ragazza. Lo scrive la Corte di assise di appello di Bologna nella sentenza di condanna all’ergastolo per i genitori, i due cugini e a 22 anni per lo zio della 18enne pachistana. La determinazione omicida – si legge, è stata assunta "dal clan con fredda lucidità e programmata per un congruo lasso di tempo, ritenendosi insopportabile il fatto che Saman avesse deciso non solo di scegliere di vivere liberamente e in piena autonomia la propria vita" ma anche "in distonia con i valori etici e il credo religioso" della famiglia. (ANSA).

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