‘Uccise moglie e suocera’, respinta la richiesta di perizia

'Si tratterebbe di reiterare accertamenti già svolti'

(ANSA) – BOLOGNA, 29 SET – Non ci sarà una nuova perizia tecnica sulle cause delle morti delle vittime nel processo a Giampaolo Amato, ex medico della Virtus basket e oftalmologo, condannato in primo grado all’ergastolo per gli omicidi della moglie, la ginecologa Isabella Linsalata e della suocera Giulia Tateo, in ipotesi di accusa commessi con mix di farmaci, Sevloflurano e Midazolam. La Corte di assise di appello di Bologna (presidente Pasquale Stigliano) ha infatti respinto la richiesta di rinnovazione dell’istruttoria presentata dai difensori, Franco Coppi e Valerio Spigarelli. Amato, in carcere dall’8 aprile 2023, si è sempre dichiarato innocente. Per i giudici la causa della morte di Linsalata "non è oggettivamente misteriosa" ma è stata diversamente spiegata dai consulenti tecnici delle parti, 11 quelli che se ne sono occupati e sono stati sentiti in primo grado. La materia su cui si dovrebbe svolgere la perizia non è mutata e disporla significherebbe decidere "una reiterazione di accertamenti già svolti in relazione ai quali diversi esperti hanno già formulato i propri pareri professionali", hanno detto i giudici. Analoga considerazione su Tateo, pur essendo la causa del decesso della donna oggetto di controversia. Insomma, per la Corte non si ritiene ricorra l’assoluta necessità dell’accertamento tecnico, ai fini della decisione. Prossima udienza il 16 ottobre, per l’avvio della requisitoria della Procura generale. (ANSA).

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