Parla di “Far West della sosta” Elisabetta Patelli, portavoce regionale Europa Verde, che condivide alcune valutazioni fatte dal primo cittadino comasco, ma – al contempo – evidenzia alcune criticità che andrebbero risolte. Ma andiamo con ordine.
Parcheggi a Como, i pro e i contro del piano sosta. Le dichiarazioni di Elisabetta Patelli
Patelli condivide, per esempio, l’idea di trasformare Viale Geno in Ztl, ma evidenzia “due grandi domande inevase: perché non lo faccia davvero e, soprattutto, perché nel frattempo metta in campo scelte che vanno nella direzione opposta, trasformando la via in un parcheggio ad alta rotazione h24”.
“Anche l’aumento delle tariffe in centro può essere uno strumento corretto per favorire una migliore rotazione“, commenta ancora la presidente onoraria dei Verdi della Lombardia. Servono, però, “certezza della sosta per i residenti, con posti dedicati e tutelati, e soluzioni reali per i pendolari, con parcheggi di interscambio e collegamenti rapidi.
Per Elisabetta Patelli, “capire chi usa la città è fondamentale e non si possono mettere in competizione categorie di utenti che hanno esigenze completamente diverse”. I residenti, scrive in una nota, l’esponente comasca dei Verdi, “necessitano stabilità, soprattutto nel tardo pomeriggio e la sera”. I pendolari, invece, hanno bisogno di sosta lunga vicino ai nodi di trasporto”. La sosta breve, sottolinea Patelli, “genera un turnover continuo”, mentre i “turisti arrivano a picchi, spesso nelle aree più fragili”. “Se questi flussi non vengono gestiti in modo differenziato – aggiunge – il risultato è un disastro annunciato“.
“Forzare la sosta breve in quartieri residenziali, in zone di pregio ambientale o vicine alle stazioni produce effetti immediati e negativi”, dichiara ancora Patelli. In particolare:
- più rotazione e quindi più traffico ovunque
- meno posti per i residenti, costretti a girare per minuti o ore
- zero spazio per i pendolari
- aumento di stress, rumore e inquinamento
- un quartiere che da luogo abitato diventa luogo consumato, con perdita di identità e qualità della vita
Il caso di viale Rosselli
“La nuova impostazione – sottolinea Patelli – rischia di creare situazioni al limite dell’assurdo, come in viale Rosselli, dove: i parcheggi sono già pochissimi e gli attuali stalli gialli verranno sostituiti dalla tariffa vulcano”. E ancora: “gli spazi a spina di pesce si trovano incastrati tra gli alberi del viale e l’uscita delle auto sfocia direttamente sul marciapiede”.
“È un mix – dichiara la portavoce regionale Europa Verde – che aumenta il rischio di incidenti, aggrava la congestione locale e peggiora drasticamente la vivibilità della zona”. La conclusione è chiara: “Serve una pianificazione che distingua i flussi e non li metta in competizione, mettendo al centro il benessere di chi la città la vive ogni giorno: i residenti. Serve una Como pensata per essere abitata, non consumata“.
Parcheggi e proteste
Domenica di proteste, infine, quella attesa per domani, con gli esponenti comaschi di Fratelli d’Italia che invitano i cittadini alle 16.30 al Monumento ai Caduti per opporsi al nuovo piano della sosta.






