Posti auto per i residenti e liste d’attesa, novità in vista per i comaschi. Nonostante neanche un mese fa il Comune di Como avesse aumentato i permessi di sosta agevolata per residenti, aggiungendone 217 e passando così a 1.167 parcheggi a disposizione dei comaschi esclusi dalla graduatoria, ci sarebbero ancora diversi comaschi senza un posto auto. Per questo motivo, Palazzo Cernezzi intende azzerare le liste d’attesa e, per farlo, permette a chi aveva fatto domanda per una sola Asa di riferimento (l’area a sosta agevolata) di poter scegliere un’altra area dove parcheggiare.
Per smaltire le liste d’attesa, la giunta Rapinese ha approvato una nuova delibera, che – di fatto – a chi aveva già la possibilità di scegliere fra diversa zone di aggiudicarsi uno stallo libero e non ancora assegnato su una delle Asa per le quali avrebbe potuto fare richiesta (in base all’area di residenza).
Alcuni residenti, come spiegato a fine anno dal sindaco Rapinese, non avevano espresso più di una preferenza, ma avevano indicato soltanto un’opzione (generalmente la più vicina a casa)
L’obiettivo dell’amministrazione, invece, è “assicurare a ogni richiedente avente diritto il posto auto a condizioni agevolate”, ribadisce la giunta Rapinese nella delibera. E se in alcune Asa vi sarebbero ancora liste di attesa, con nessun posto auto disponibile per i residenti, in altre zone – al contrario – restano posti auto da assegnare, “in quanto per queste ultime le domande sono state inferiori ai permessi posti a bando”.
“Questa situazione – si legge ancora nella delibera di Palazzo Cernezzi – non solo non realizza le aspettative della amministrazione, ma priva i residenti della possibilità di utilizzare un posto auto a condizioni agevolate nonostante non sia stata esaurita la disponibilità prevista dal Comune di Como”.
Per questo motivo, tramite Csu, Palazzo Cernezzi ha deciso di “assegnare ai residenti in lista di attesa, seguendo l’ordine di graduatoria e previo interpello degli interessati, i permessi ancora disponibili nelle Asa afferenti allo stradario di residenza”, cioè nelle altre zone in cui i residenti avrebbero potuto fare domanda per uno stallo comunale.






