“Una partita interpretata bene. Siamo partiti subito con energia, voglia, compattezza e capacità di gestire gli spazi per attaccare”. Cesc Fabregas, allenatore del Como, commenta con queste parole il successo della sua squadra allo stadio Olimpico contro la Lazio. E tra gli aspetti positivi della sfida “l’aver iniziato bene il secondo tempo, con la stessa voglia e mentalità. Di recente non era capitato, ne abbiamo parlato e i ragazzi hanno capito”.
Premiata la scelta di non giocare con un centravanti puro e di schierare, tutti assieme, Da Cunha, Nico Paz, Caqueret e Da Cunha, centrocampisti con una buona propensione offensiva; il bomber Douvikas è entrato soltanto nei minuti finali. “Quando tutti i giocatori hanno la stessa identità e visione di calcio, come nel loro caso, l’allenatore può dare buone idee, suggerire come trovare gli spazi giusti, come attaccare; ma alla fine sono i calciatori a scendere in campo. Io aiuto i ragazzi in un certo modo, ma ci sono situazioni che interpretano meglio rispetto a quanto io potrei dire”.
“Il piano tattico senza un centravanti vero? Non abbiamo avuto tempo per allenarci dopo il recupero con il Milan; abbiamo deciso così poche ore prima della partita e abbiamo interpretato tutto al meglio. Non c’è stata una preparazione, noi siamo abituati a lavorare la tutta settimana, per me è più facile, ma ultimamente non è capitato speso. E’ un percorso diverso per me e per loro. Ci sono sempre novità: sono contento perché i miei giocatori, ai quali chiedo sempre molto, riescono a sprigionare l’energia positiva che possiedono. La mia è una squadra che ha voglia, ha fame, è giovane, deve migliorare e il mio lavoro è di fare crescere tutti. Spesso si sono soffermati sulle spese di questa società, che invece vanno considerate come investimenti. Posso garantire che se dovessimo vendere 3-4 giocatori andremmo a recuperare tutto”.






