Ictus a soli 11 anni, bimba salvata dai medici a Cagliari

Intervento endovascolare con posizionamento di uno stent per riaprire il vaso

(ANSA) – CAGLIARI, 31 GEN – Si è giocata una corsa contro il tempo all’Arnas G. Brotzu di Cagliari per salvare una bambina di undici anni colpita da un ictus ischemico, Tutto è cominciato in modo improvviso: un pomeriggio trascorso a casa di un’amichetta, il malessere inatteso, poi il peggioramento neurologico nelle ore successive. Segnali difficili da interpretare, soprattutto in una bambina. Quando la situazione è apparsa chiara nella sua gravità, il ricovero urgente nella struttura di Pediatria, diretta dal Giuseppe Masnata. La risposta da parte delle strutture di Pediatria, Neurologia e Stroke Unit e Neuroradiologia è stata immediata e collegiale. Le prime che hanno riconosciuto il sospetto clinico di ictus sono state le dottoresse Valeria Ledda e Valeria Piras che, insieme ad Antonio Ferrari e Federica Schirru, hanno dato avvio al percorso diagnostico-terapeutico. Gli esami hanno confermato ciò che si sospettava: l’occlusione di un grosso vaso intracranico, una condizione severa, soprattutto in una paziente così giovane, che ha richiesto una decisione rapida e un trattamento altamente specialistico. La scelta è stata quella più complessa: un intervento endovascolare con posizionamento di uno stent per riaprire il vaso e ripristinare il flusso sanguigno al cervello, che richiede altissima precisione. "Il trattamento dell’ictus in età pediatrica è particolarmente complesso – spiega Federico Fusaro, direttore facente funzione di Neuroradiologia – Le difficoltà diagnostiche, l’adattamento delle procedure e dei dispositivi a pazienti molto giovani, la necessità di competenze tecniche ed esperienza elevatissime rendono ogni intervento una sfida". E questa volta, la sfida è stata vinta. Grazie alla tempestività dell’intervento e alla gestione specialistica, la bambina ha mostrato un recupero neurologico quasi completo, con un’evoluzione clinica sorprendentemente favorevole già nelle prime ore successive alla procedura. (ANSA).

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