Caso Resinovich, i periti chiedono altri 90 giorni per le analisi

I risultati di accertamenti merceologici e genetici erano attesi per il 9 marzo

(ANSA) – TRIESTE, 05 MAR – Un’ulteriore proroga di 90 giorni, per depositare i risultati degli accertamenti di tipo genetico, merceologico e dattiloscopico sui reperti collegati alla morte di Liliana Resinovich, è stata chiesta alla gip Flavia Mangiante del Tribunale di Trieste da parte dal collegio peritale. Lo riporta Il Piccolo. I periti Paolo Fattorini, Chiara Turchi e Eva Sacchi avevano avviato le analisi a inizio settembre dopo aver ricevuto l’incarico a luglio durante l’incidente probatorio. Il termine per il deposito degli atti, dopo la proroga di 60 giorni concessa a gennaio, era stato fissato al 9 marzo, ma ora i periti, vista la complessità dell’accertamento e l’elevato numero dei campioni da analizzare, hanno richiesto alla gip un’ulteriore proroga. Mangiante, ricorda il quotidiano, ha chiesto al collegio peritale di cercare tracce di Dna, impronte, riferimenti merceologici sul cordino trovato al collo di Liliana e su quello che teneva unite le chiavi. Con una comparazione del taglio che quegli spaghi presentano alle estremità con le lame delle oltre 700 paia di forbici e coltelli sequestrate al marito della donna, Sebastiano Visintin, unico indagato per l’omicidio della moglie. Sotto la lente sono finiti anche un braccialetto, gli abiti trovati addosso a Liliana e quelli sequestrati all’indagato e le suole degli scarponcini che indossava la 63enne. Tra gli accertamenti anche quello sul materiale trovato sotto quelle calzature, per capire se sia compatibile con quello che si trova nel roseto dell’ex Opp, nel cui boschetto è stato trovato il cadavere, o con quello prodotto dai macchinari che Visintin usa per arrotare i coltelli. Ai periti è stata chiesta anche una comparazione del Dna del medico legale Fulvio Costantinides, consulente della Procura nella prima fase della indagini, con i reperti piliferi trovati sulla donna. (ANSA).

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