Sui ciliegi di Como va in scena l’ennesimo scontro, uno scontro che si consuma ancora una volta sui social e i protagonisti sono di nuovo il sindaco Alessandro Rapinese e l’ex assessore comunale e attuale consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi.
Uno lancia una nuova rubrica “le bugie su Rapinese” con l’intento di “smascherare” le falsità che lo riguardano, l’altro contrattacca sottolineando che al primo cittadino “piace inventare, mescolare e vendere fumo”.
Per comprendere quanto accaduto bisogna sfogliare le pagine social dei due protagonisti e leggere le ultime dichiarazioni di entrambi dopo le polemiche che hanno portato ad organizzare per la giornata di domani una nuova manifestazione di protesta davanti al Tempio Voltiano, in quel cannocchiale che, privato dei ciliegi ammalorati, nelle intenzioni dell’amministrazione forte di un confronto con l’agronomo, sembra destinato ad accogliere i peri. Mentre si attende il parere della Soprintendenza che, vale la pena ricordare, ha già “salvato” le celebri piante dai fiori rosa di via XX Settembre.
Il nuovo round politico, che riguarda l’area dei giardini a lago, era stato avviato dai consiglieri comunali del PD, Patrizia Lissi e Stefano Legnani, che scrivevano “grave decisione di abbattere gli alberi lo scorso novembre, ma ancor più grave è che la decisione di abbatterli sia stata assunta senza alcuna autorizzazione”.
Rapinese dà la sua spiegazione dei fatti. “Il taglio era autorizzato e a volere il taglio è stato il centrodestra di Gaddi” precisa sottolineando che “solo con l’attuale giunta si è previsto di non abbattere i ciliegi e di procedere alla loro integrazione” e che “la sostituzione con i peri è stata poi chiesta dall’agronomo che ha motivato la sua proposta”. Quindi il sindaco pone una serie di domande al consigliere Gaddi, una le sintetizza tutte: “Perché non hai protestato contro il tuo partito quando il 23 dicembre 2021 ha approvato un progetto che prevedeva che il cannocchiale del Tempio Voltiano venisse privato dei ciliegi per sempre e invece protesti contro Rapinese la cui amministrazione il 26 settembre 2022 in quel cannocchiale ha disposto di salvarli?”.
La risposta di Gaddi non tarda ad arrivare: “Siamo nella follia e nel delirio più totale per tentare di coinvolgere il centrodestra nella questione del taglio dei ciliegi davanti al Tempio Voltiano. Taglio tra l’altro che è stato semmai eccepito dal Pd, ma questo è un’altra cosa. A Rapinese piace inventare, mescolare, vendere fumo perché pensa che i cittadini abbiano l’anello al naso e non si rendano conto delle sue palle spaziali che racconta da quando stato eletto”. “Ammesso e non concesso che la questione non sia tanto quella del taglio di specie che devono poi essere sostituite con altre identiche ma è quello che vuole fare lui imputando la colpa all’agronomo, cioè cambiare i ciliegi del cannocchiale del Tempio Voltiano con dei peri. E questo lo vuole fare lui esplicitamente, è solo una sua responsabilità, butta invenzioni su altri e si dimentica la cosa più grave che il cantiere dei giardini lo doveva restituire due anni fa. E invece gli fa comodo scaricare sugli altri la sua totale e assoluta incapacità. Dare le colpe ad altri. E’ un modo di fare tipico suo che serve per non far capire niente a nessuno”.
A Gaddi seguono le parole del PD. “E’ lo stesso sindaco a riconoscere che per il taglio dei ciliegi e la loro sostituzione con i peri è necessaria un’autorizzazione della Soprintendenza che al momento dell’abbattimento dei ciliegi non c’era e non c’è neppure ora” dicono infine Lissi e Legnani. “Le bugie – concludono – non sono quindi del Partito Democratico”.


