Il caro carburanti pesa su famiglie e aziende. Dall’inizio del conflitto in Iran, benzina e diesel hanno fatto registrare un’impennata. Tanto che lo stesso ministero delle Imprese e del Made in Italy ha annunciato l’attivazione degli organi di controllo sui possibili fenomeni speculativi.
Mentre la corsa al rialzo rallenta ma non si ferma intervengono i benzinai per fare chiarezza con Bruno Bearzi, presidente della Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti.
Quindi la domanda è d’obbligo se speculazione c’è a che livello della filiera si collocherebbe? La risposta: “Se dovesse esserci sarebbe al livello delle contrattazioni internazionali, non a livello locale”.
Difficile dire ora se i prezzi rischiano di alzarsi ancora, fare previsioni è complicato: “Tutto dipenderà dall’evoluzione del conflitto, il tema centrale resta lo stretto di Hormuz” aggiunge Bearzi.
Da Como qualcuno per risparmiare fa il pieno in Svizzera. Ma secondo il presidente non è poi così conveniente. “Dalle notizie che ho io anche Svizzera e Francia hanno registrato in proporzione gli stessi aumenti”. Conclude il presidente.


