Cantiere di viale Geno, è polemica. Il Pd si difende, Gaddi incalza il sindaco

“Spiace che il Sindaco si sia sentito offeso dalle nostre dichiarazioni in merito alla decisione del Comune di rinviare i lavori di riqualificazione di Lungo Lario Trieste, anche perché l’offesa dell’avversario non fa parte del nostro modo di fare politica; forse lo è di altri. La critica era solo di natura politica”. A dirlo sono Daniele Valsecchi e Stefano Legnani, rispettivamente segretario cittadino e consigliere comunale del Partito Democratico. Non accenna a spegnersi il botta e risposta con il primo cittadino comasco: al centro la rivoluzione di viale Geno. Erano stati proprio Valsecchi e Legnani a definire il sindaco Rapinese “un grande esperto di bugie”, con la replica del primo cittadino comasco che minacciava querela. E ora ha inizio il secondo round.

Da viale Geno ai ciliegi, nuova polemica in città. Pd e Gaddi contro il primo cittadino comasco

I due esponenti dem comaschi fanno riferimento alle norme citate nei giorni scorsi dal sindaco Rapinese e contestano le sue parole, poi commentano: “Nessuna accusa infamante e nessuna bugia nelle nostre precedenti dichiarazioni, che non sono frutto dell’ignoranza di cui ci accusa Rapinese”. La replica alle parole del sindaco non è tardata ad arrivare: “La nostra frequenza universitaria – proseguono riferendosi a quanto a detto da Rapinese – risale a qualche anno fa e non ci azzardiamo quindi a formulare ipotesi sull’esito di eventuali nuovi esami universitari, ma forse sono altri che rischierebbero la bocciatura”.

E le polemiche con il Pd non sono isolate. Sui social è arrivata l’ennesima stoccata al sindaco di Como da parte del consigliere regionale di Forza Italia, Sergio Gaddi che lo definisce “Rapinoccho”. “Le sue considerazioni – prosegue Gaddi – sono talmente infondate da diventare ridicole”. Il consigliere regionale incalza: “È mai possibile che la ferocia del Masaniello sia stata sconfitta così duramente da un delicato fiore di ciliegio?”.

La replica del sindaco Rapinese

A stretto giro la replica del primo cittadino comasco, Alessandro Rapinese. “Semplicemente Gaddi crea confusione, insulta e non risponde alle domande. Dica chiaramente quale articolo del Testo unico degli enti locali autorizza il sindaco a compiere scelte di gestione tecnica. Visto che non esiste, continuerà a insultare e confondere le acque“, dice il sindaco in risposta alle parole del consigliere regionale di Forza Italia.

“Per quanto riguarda il Pd – prosegue – si stanno arrampicando sugli specchi e testualmente hanno detto che sarei un bugiardo, un mistificatore e un vigliacco, che si nasconde dietro gli uffici. Ma la verità, ed è già al protocollo dell’ente, è che tutto ciò di cui loro mi accusano non l’ho scritto io, ma i funzionari dell’ente, che hanno insultato e deriso, mostrando ignoranza, violenza verbale e mancanza di rispetto verso il lavoro dei nostri funzionari. Centrodestra e centrosinistra – conclude Rapinese – che ormai vanno a braccetto, quanto in aula quanto alle sgangherate manifestazioni, sono diventati una cosa sola. Rappresentano la disperazione di chi vorrebbe avere consenso e semplicemente non ce l’ha“.

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