Informazione e intrattenimento accessibili per tutti e a portata di telecomando. La tv sta cambiando pelle ma non deve tradire i suoi valori fondamentali: accessibilità, obiettività, pluralismo. Le grandi piattaforme digitali stanno influenzando, e non poco, il panorama con un modo diverso di accedere a un’ampia gamma di contenuti, in quest’ottica diventa fondamentale la visibilità. E la tv generalista rischia di diventare invisibile. Da qui nasce il necessario confronto tra istituzioni e industria del settore per analizzare l’impatto delle nuove tecnologie e per costruire un sistema di norme che garantiscano equità. Di tutto questo si è parlato al convegno ‘Prominence, pluralismo e nuove regole nell’ecosistema digitale’ organizzato da Confindustria Radio Televisioni. Al centro del dibattito, la Delibera AGCOM sulla prominence, cioè il grado di visibilità e accessibilità dei contenuti di interesse generale sulle smart tv e sui dispositivi di ultima generazione.
Introducendo i lavori Giacomo Lasorella, presidente dell’Agicom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha ribadito la necessità “di garantire la visibilità ai servizi di interesse generale” che significa, spiega “rendere effettivo il diritto dei cittadini ad accedere a un’offerta formativa ricca e variegata”.
La domanda è dove si troverà la tv generalista nel futuro se non si interviene. Il comasco Maurizio Giunco, vicepresidente di Confindustria Radio TV e presidente dell’Associazione tv locali, ha portato esempi concreti, telecomando alla mano. “Oggi quando si accende una smart tv – spiega – sulla home page viene presentata l’offerta degli ott (contenuti video, audio o altri media direttamente su Internet, cioè le grandi e note piattaforme), questo perché il business dei costruttori non è più solo vendere l’apparato televisivo ma vendere anche la visibilità, il posizionamento ai player globali che sono in grado di pagare profumatamente il loro risalto, anche attraverso un apposito tasto sul telecomando”. Ma, come mostrano i dati, – dice ancora Giunco – “Oltre il 90% del tempo di visione della popolazione sui televisori è dedicato alla tv lineare che è dominante nel consumo, dovrebbe quindi – conclude – mantenere una prioritaria rilevanza e accessibilità senza trascurare che svolge un servizio pubblico o di pubblica utilità irrinunciabile”. Il vicepresidente di Confindustria Radio Tv ha sottolineato poi il ruolo delle tv locali che dal 2017 al 2025 hanno visto crescere gli ascolti del 44%, con il picco nell’anno dell’emergenza Covid. “Soprattutto la tv locale svolge un ruolo informativo determinante perché mirato a uno specifico territorio con la sua cultura e le sue istanze, per questo la tv locale è un valore, che va difeso e non marginalizzato”.
“Editoria, tv, radio, stampa costituiscono un unicum strategico che garantisce la tenuta del dibattito pubblico e la sovranità culturale di una nazione” ha sottolineato il presidente di Confindustria Radio Tv, Antonio Marano – Gli editori garantiscono informazione verificata, pluralismo delle opinioni coesione sociale, inclusione, diversità culturale. Gli editori non cercano privilegi ma equità”.
“Le linee guida dell’Agicom possono essere prese come punto di riferimento a livello europeo” aggiunge Giampaolo Rossi, amministratore delegato della Rai che giudica positivamente il lavoro di confronto e il tavolo tecnico che consente di monitorare l’evoluzione.
Il tema della visibilità come diritto al pluralismo ricorre anche nelle parole di Gina Nieri, direttore della Divisione Affari istituzionali, Legali e Analisi strategiche di Mediaset. “La delibera è fondamentale – dice – dobbiamo essere visti, abbiamo bisogno di avere telespettatori per avere un senso”.
Alessandro Araimo, Managing Director Warner Bros. Discovery, torna a ribadire l’importanza culturale e sociale di un accesso facile a dei contenuti gratuiti di qualità. “La prominence dà un’opportunità eccellente di sviluppo dell’intero sistema senza creare incompatibilità con altri business che i settori sviluppano in parallelo”.
Non solo tv anche le radio al centro del dibattito con un focus sull’automotive e sulle vetture sempre più connesse alle piattaforme, “la radio in auto, interfacce vocali e dashboard, come restare al centro dell’abitacolo” il titolo della specifica tavola rotonda.


