(ANSA) – ASCOLI PICENO, 22 MAR – Oltre 6mila presenze e numerosi eventi sold out. Si è chiusa con un risultato oltre le aspettative la prima edizione di Demarcazioni – Festival della Geopolitica, che ha trasformato per tre giorni Ascoli Piceno in un vivace crocevia di idee, analisi e confronto sui grandi temi internazionali. La manifestazione dimostra "quanto sia forte e diffuso l’interesse verso la comprensione dei mutamenti globali". Il Festival, promosso da Paesi Edizioni, ha centrato il suo obiettivo: portare la geopolitica fuori dagli ambienti accademici e renderla accessibile a un pubblico ampio e trasversale. La tre giorni ha registrato la partecipazione attiva e coinvolta di cittadini, studenti e appassionati provenienti da tutta Italia. Oltre 40 eventi e più di 100 relatori hanno animato il programma tra dibattiti, presentazioni, mostre e incontri con gli autori. Tra i panel più seguiti, quelli dedicati alle nuove mappe del mondo, ai conflitti, al ruolo delle città nello scenario globale. Grande attenzione anche per i focus su temi come i rapporti tra Iran e Israele, la politica Usa e gli equilibri tra Ucraina e Medio Oriente. Da "Mappare il Mondo" con Laura Canali, Lucio Caracciolo e Mirko Mussetti, a "Città Geopolitiche" con Anna Zafesova, Marta Ottaviani, Yaryna Grusha e Lorenzo Trombetta; da "Iran – Israele: Negoziare la Pace" con Luigi Di Maio, Pegah Moshir Pour, Michael Tsur, a "Usa Today: Trump contro tutti" con Marina Catucci, Carlo Alberto Giusti, Greta Cristini, Andrew Spannaus, Liliana Faccioli Pintozzi; fino a "Dall’Ucraina all’Iran" con Alberto Negri, Angela Mariella, Monica Perosino, Cristiano Tinazzi. Spazio alla riflessione storica e culturale, con incontri come "Fascismo eterno", che ha riacceso il dibattito su momenti cruciali del ‘900, e ad approfondimenti sul rapporto tra uomo e natura, sulle identità mediterranee. A sottolineare il successo dell’iniziativa, le parole del sindaco Marco Fioravanti, che ha definito Ascoli "capitale italiana della geopolitica" per la durata dell’evento, evidenziando l’alto livello dei contenuti e la partecipazione di pubblico anche da fuori regione. Soddisfazione anche da parte del direttore artistico Lucio Tirinnanzi, che ha ribadito l’importanza di una divulgazione libera da schieramenti e capace di rendere comprensibili temi complessi. L’ambizione, ora, è quella di consolidare il Festival come appuntamento stabile, capace di crescere e di rendere Ascoli un punto di riferimento nazionale per il dibattito geopolitico. (ANSA).
La geopolitica ad Ascoli, oltre 6mila presenze per ‘Demarcazioni’




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