Via l’alambicco si è riacceso il dibattito: dopo le idee dei cittadini per la rotonda della zona di Lazzago – uno degli ingressi a Como per chi arriva in autostrada – arriva dall’Ordine degli Architetti la proposta di indire un concorso. La struttura metallica, smantellata a metà febbraio, era il simbolo della precedente sponsorizzazione, ora c’è l’occasione per segnare il cambiamento e per questo l’associazione scrive al sindaco di Como, Alessandro Rapinese, e alla giunta. “Possiamo interpretare quest’ambito territoriale come una porta urbana, una soglia di passaggio tra l’infrastruttura di collegamento ampio e la città” scrive il presidente Paolo Molteni che richiama un precedente illustre e attuale. “L’esempio straordinario della Fontana di Camerlata, opera progettata da un giovanissimo architetto Cesare Cattaneo con il pittore Mario Radice per la VI Triennale di Milano è l’emblema – spiega il presidente – di come un elemento possa diventare parte del luogo a cui appartiene, della memoria collettiva e del paesaggio urbano, caratterizzandolo e rendendolo unico”. Di qui la domanda: “Perchè non provare a creare un’opera che possa rimanere un segno distintivo di un paesaggio che lega l’infrastruttura all’ingresso in città?”.
Quindi la proposta di un concorso incentivando la partecipazione dei giovani architetti e il confronto preliminare con la cittadinanza.
L’ordine è disponibile a supportare l’amministrazione nell’organizzazione, nella definizione del documento preliminare alla progettazione, nella definizione della giuria e a fornire un supporto logistico per la realizzazione di una mostra che racconti esiti e risultati.
“Como merita un intervento dal carattere eccezionale e siamo certi che questa amministrazione saprà cogliere il potenziale di una visione che lega qualità dello spazio aperto alla grande tradizione dell’architettura moderna e contemporanea”.
I cittadini stessi si sono fatti avanti nelle scorse settimane con idee e desideri. In molti vorrebbero vedere la classica Lucia, imbarcazione simbolo del Lago di Como, qualcuno ha proposto una sagoma del Lario, altri un richiamo al celebre concittadino Alessandro Volta, altri ancora un riferimento alla vocazione tessile del territorio. Insomma dopo 20 anni di alambicco ora si chiede un cambio di passo, adesso, se si vuole, c’è l’occasione per segnare il cambiamento e gli architetti non si tirano indietro.



