Nuovo scossone nella tanto chiacchierata guerra sui ciliegi di Como. È l’ennesimo colpo di scena. A fare il punto è il primo cittadino, che dopo un’attenta ricerca tra le carte di Palazzo Cernezzi replica a quanto stabilito dalla Soprintendenza. I ciliegi in via XX Settembre sono stati piantati nel 1957, dice il sindaco Alessandro Rapinese, e soltanto per una questione economica. Da qui, spiega ancora Rapinese, la scelta di portare la Soprintendenza al Tar. “Qui – aggiunge – qualcuno non la sta raccontando giusta”.
“La faccenda dei ciliegi era talmente sentita, c’erano le vittime della guerra da omaggiare, che arriva Lino Gelpi, non ne sapeva niente, va in giunta nel 1956 e chiede all’ufficio tecnico – come ho fatto io – di fare i marciapiedi con le piante. Inizialmente si era deciso di mettere i bagolari, ma alla fine hanno messo i ciliegi perché costavano meno e così riuscivano a stare nel conto economico. Ci hanno raccontato una raffica di bugie”, dice Rapinese.
“Prima della guerra in via XX Settembre c’erano delle robinie. Dal 1945 al 1957 lì non c’era niente. Lino Gelpi voleva i ciliegi? No. Nella delibera di giunta c’è scritto che voleva dei bagolari. La Soprintendenza però ha detto che dal 1947 c’erano i ciliegi. E invece non c’erano”, ribadisce il sindaco di Como.
“La città è stata presa in giro. Dal 9 di aprile in poi scoprirete di che pasta sono fatti quelli che vi hanno raccontato un sacco di cose. Abbiamo notificato gli atti”, spiega Rapinese in diretta a Etg+ Sindaco, ma non sono dati a sapere ulteriori dettagli. Quel che è certo, sostiene il sindaco, è che bellezza e senso di rinascita non c’entrerebbero niente: in via XX Settembre sarebbero stati piantati i ciliegi per una questione puramente economica. Le repliche però non sono tardate ad arrivare.
“Non abbiamo notizia di nuove azioni legali e di conseguenza non possiamo valutare quanto dichiarato dal sindaco”, sottolinea Teresa Minniti, vicepresidente dell’associazione Nova Como. “Piuttosto che occuparsi dei problemi reali della città e delle promesse non mantenute della sua campagna elettorale, Rapinese sembra preferire la guerra ai cittadini e ai ciliegi”, aggiunge.
Quella della Soprintendenza, dice il consigliere regionale di Forza Italia Sergio Gaddi, è “una decisone autonoma e sacrosanta dello Stato che non deve certo essere dimostrata dalla vana ricerca di scartoffie del Rapinese di turno. La sua ostinata guerra alla bellezza è oramai conclamata e patologica”.
“Sono sbalordita”, dice Giorgia Merlini, referente del Comitato cittadino nato in difesa dei ciliegi. “Il sindaco Rapinese non si rende conto che il sentimento identitario e d’affetto dei cittadini prescinde dall’anno in cui sono stati piantati i ciliegi”, ha commentato. Intanto l’amministrazione comunale porta al Consiglio di Stato la sospensiva con cui il Tar aveva bloccato il taglio dei filari e il destino dei filari di via XX Settembre resta incerto.


