Politeama parte seconda. Dopo la prima asta andata deserta il Comune di Como ci riprova. Per giorni silente sulla questione, nonostante le critiche mosse dalle opposizioni, il sindaco Alessandro Rapinese ha spiegato in diretta su Etv i prossimi step. Intanto, dopo aver recepito formalmente l’assenza di offerte, è stato dato mandato ai dirigenti di procedere con il secondo tentativo di vendita che prevede un prezzo ribassato del 15%. Quindi, calcolatrice alla mano, si scende dagli iniziali 3.820.000 euro a poco meno di 3.250.000. La procedura – assicura il primo cittadino – si aprirà il prima possibile, già dopo di Pasqua.
Poi non è mancata una stoccata polemica alle minoranze: “Mi accusano perché non l’ho venduto al primo colpo – ha detto – quando i miei predecessori già dal lontano 2005 cercavano di chiudere la vicenda acquistando tutte le quote. Io sono riuscito ad comprarlo e sono stato autorizzato a farlo dal Consiglio comunale anche con i voti del PD. Pertanto – aggiunge – seguiremo l’iter con la seconda asta e qualcosa si sta muovendo, nel caso ci sarà la terza o si andrà a trattativa diretta. E’ comunque un bene che vale molto più di quanto abbiamo speso, le perizie parlano chiaro”.
La questione Politeama si intreccia poi con un’altra vicenda emersa nei giorni scorsi che vede coinvolta l’assessore Chiara Bodero Maccabeo finita nel mirino perché il marito, agente immobiliare, ha pubblicizzato con dei video sui social la vendita di due immobili pubblici: il Politeama, appunto, e l’ex orfanotrofio di via Tommaso Grossi. “Inopportuno” secondo le opposizioni tanto che questa motivazione, unita alla gestione dell’affaire ciliegi e al cantiere dei giardini a lago, sono alla base della mozione di sfiducia all’assessore annunciata dal Pd.
“Il marito ha fatto un video per promuovere la vendita di? Cosa ci avrebbe guadagnato? Niente” ha replicato il sindaco sottolineando che non c’era nessuna relazione tra il Comune di Como e il professionista, marito dell’assessore. “Se lo avessimo venduto il 100% del bene veniva a noi. Non c’è giro di soldi, ha fatto semplicemente una promozione. Dov’è lo svantaggio? Dov’è la roba sporca? Ve lo dico io non c’è”.
Rapinese, dunque, respinge le critiche e difende la collega di giunta anche sugli altri punti tanto che alla fine ha chiuso dicendo: “Ora l’opposizione ha i numeri, sfiducino me, li aspetto”.


