Boom di turisti sul Lago di Como nel lungo ponte di Pasqua, ma le tensioni in Medio Oriente continuano a fare paura e si naviga a vista. È il quadro disegnato da Giuseppe Rasella, vicepresidente della Camera di Commercio Como-Lecco. “Il sentiment è positivo – commenta Rasella – il bel tempo ha aiutato”, favorendo in particolare un turismo di prossimità. “È stato un buon inizio di stagione, ma all’orizzonte si intravedono delle nubi. La crisi energetica, i carburanti in rialzo, la crisi internazionale: arrivano tante prenotazioni, ma anche tante tante cancellazioni”.
Il lago preso d’assalto per Pasqua, ma calano i turisti internazionali
“La partenza di Pasqua è stata molto molto positiva, ma sarà una stagione particolarmente complicata”, ribadisce Rasella. E ancora: “Si lavorerà soprattutto sotto data e il fattore meteorologico sarà determinate: lo è sempre stato, ma quest’anno lo sarà ancora di più. La percezione è di un leggero calo degli arrivi internazionali. Di conseguenza, ci si rivolgerà maggiormente ai mercati di prossimità”.
Insomma una stagione partita bene, ma che si prospetta in salita, come sottolineato anche da Fabio Dadati alla vigilia di Pasqua. Il caro carburanti, l’impennata dei biglietti aerei, la paura di una crisi internazionale che si fa sempre più preoccupante potrebbero incidere sulla voglia di partire e frenare il numero di turisti in arrivo sul Lago di Como. Un turismo internazionale che è sempre più consolidato sul Lario, ma dal mercato asiatico e dall’area del Golfo è inevitabile subire più di qualche rallentamento. “I mercati internazionali – spiega Rasella – sono particolarmente interessanti per il nostro territorio, perché danno stabilità al comparto. Lavorare con i turisti internazionali significa avere dei soggiorni garantiti”, dovendo prenotare alberghi e voli con un certo anticipo. “Discorso diverso – aggiunge – se ci si rivolge ai mercati di prossimità, su cui incide maggiormente il fattore meteo”. In questo caso, si tratta spesso di “ospiti che arrivano in auto e all’ultimo possono cancellare la prenotazione, ridurla o optare per altre località”.
Inevitabili le ricadute anche per gli addetti ai lavori: “La mia sensazione – spiega il vicepresidente della Camera di Commercio Como-Lecco – è quella di una stagione particolarmente impegnativa per tutto il comparto, anche per i lavoratori e gli operatori del settore”.
Trasporti e altre criticità
Restano da affrontare, inoltre, una serie di criticità, che – sottolinea Rasella – “ci portiamo dietro da decenni. Spostarsi sul Lago di Como resta ancora veramente difficile”. Ci sono mete ancora da scoprire, mentre altre rischiano di soffocare. Il riferimento è in particolare al Centro Lago e al primo bacino del Lago di Como, che negli ultimi anni stanno subendo “masse di turisti che vanno a congestionare le località” affacciate sulle bellezze del Lario. E anche le strade che costeggiano il lago restano paralizzate da lunghi serpentoni d’auto.
“È importante la delocalizzazione dei flussi turisti, ma per farlo servono trasporti e collegamenti – spiega ancora Rasella – altrimenti si creano situazioni di difficile gestione, con inevitabili svantaggi per i turisti e soprattutto per i residenti che vivono il territorio tutto l’anno”.
E a proposito della bella stagione ormai ufficialmente iniziata, l’auspicio è che il trend si confermi positivo, ma non mancano i timori. “Non diamo per scontato che sarà una stagione come quella del 2025, bisogna lavorare bene. La stagione estiva potrebbe essere positiva – conclude Rasella – ma non possiamo darlo per scontato. Le conseguenze della guerra in Iran potrebbero avere dei contraccolpi veramente negativi per gli arrivi sul nostro lago“.


