Fatture da migliaia di euro alle famiglie degli italiani feriti nel rogo della notte di Capodanno a Crans Montana, in Svizzera. Nell’inferno del bar Le Constellation sono morte 41 persone. L’ospedale di Sion, nel Canton Vallese, avrebbe inviato il conto delle spese sanitarie per l’assistenza ai giovani ustionati. “Le famiglie italiane non devono pagare alcuna spesa”, ribadisce l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado, che annuncia comunque un incontro con le autorità competenti il 24 aprile.
I familiari dei feriti assistiti a Sion nelle ore immediatamente successive al rogo avrebbero ricevuto fatture da 15mila e 75mila euro. Tra i giovani italiani in condizioni gravissime anche un 15enne comasco, trasferito al Niguarda dopo le prime cure in Svizzera.
Il tema dell’eventuale pagamento delle spese mediche, come previsto dal sistema sanitario elvetico, era emerso già nelle settimane successive alla strage di Capodanno. Era stato però assicurato che alle famiglie dei feriti non sarebbe stato chiesto alcun pagamento e che il Cantone avrebbe gestito la situazione. Nelle scorse ore però le prime fatture che, anche se l’indicazione è quella di una comunicazione informativa e non di una richiesta effettiva di pagamento, stanno inevitabilmente suscitando indignazione e polemiche.
Della situazione si sta già occupando l’ambasciata italiana a Berna. “Le autorità cantonali hanno sempre detto che nulla è dovuto dalle famiglie italiane e quindi le spese di cura dei feriti sono a carico delle autorità locali – spiega l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado – Chiederò comunque chiarimenti e ho già fissato un incontro per il 24 aprile prossimo con il presidente del governo del Vallese Mathias Reynhard. Rimane aperto anche il nodo della possibile richiesta che potrebbe essere fatta al sistema sanitario nazionale italiano e mi accerterò che anche questo passaggio non venga fatto”.


