Flc Cgil ‘studente transgender umiliato in liceo a Roma’

La madre

(ANSA) – ROMA, 21 APR – Uno studente transgender del Liceo Aristofane sarebbe stato offeso e umiliato da una docente che si è rifiutata di chiamarlo con il suo nome e di riconoscerne l’identità di genere. A renderlo noto è la Flc Cgil Roma Est Valle dell’Aniene che nell’esprimere piena solidarietà allo studente e alla sua famiglia "sente l’urgenza di ricordare che la scuola deve essere un luogo di confronto e crescita, vero e proprio faro nella tutela dei diritti di ogni individuo dove l’educazione al rispetto dell’altro è elemento fondativo. Deve essere, soprattutto, uno spazio inclusivo, capace di promuovere e difendere la dignità di tutte e tutti". "Sta soffrendo ogni giorno, da mesi, per una professoressa che si rifiuta di usare i pronomi maschili e di chiamarlo con il nome che ha chiesto di utilizzare", spiega la mamma del ragazzo a Fanpage. Lo scorso ottobre il giovane ha fatto coming out e ha chiesto di essere chiamato con un nome maschile a scuola. "Noi, la sua famiglia, gli siamo sempre stati accanto", dice ancora la madre. Per la Flc Cgil "è compito della dirigenza scolastica garantire la tutela dei diritti delle studentesse e degli studenti in transizione, assicurando un ambiente sereno e rispettoso, nel quale siano pienamente riconosciute dignità, identità e privacy, evitando qualsiasi forma di misgendering. Il comportamento della docente contribuisce invece ad alimentare un clima di esclusione e discriminazione, in aperta contraddizione con i principi di uguaglianza e rispetto che la scuola è chiamata a promuovere". Al Liceo Aristofane non è stata introdotta la ‘carriera alias’, strumento che consente di riconoscere formalmente il nome di elezione delle persone in transizione. "Ci impegniamo a promuovere, anche insieme ai nostri iscritti, ogni iniziativa utile affinché tale misura venga adottata nel più breve tempo possibile", conclude il sindacato. (ANSA).

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