Crans Montana, il 15enne comasco lascia il Niguarda. Bertolaso: “È stato un leone”

120 giorni dopo la drammatica e assurda tragedia di Crans Montana, lascia il Niguarda e torna a casa. Lui è quello che più ci ha fatto temere che qualcuno dei ragazzi che abbiamo riportato a casa rischiasse di non farcela. Lui è stato un leone e ha saputo superare momenti critici con grande coraggio e determinazione. Il suo percorso di cura proseguirà anche fuori dall’ospedale, ma intanto il suo rientro a casa oggi è una gioia per tutti noi che lo abbiamo seguito e curato come un figlio”. Con queste parole l’assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, annuncia che il 15enne comasco rimasto ferito nell’incendio di Capodanno a Crans Montana è stato dimesso dall’ospedale Niguarda.

Quattro mesi di difficoltà e di sacrifici, in cui alla fine la voglia di vivere ha avuto la meglio sulla paura di non farcela. 120 giorni lontano dagli amici, dalla scuola, dalla sua routine, ma ora sta meglio ed è stato finalmente dimesso il comasco ferito nel rogo a Le Constellation. Un percorso difficile e spesso in salita il suo, tanto da richiedere un trasferimento al Policlinico di Milano, dove per dieci giorni ha avuto bisogno di un supporto extracorporeo per ossigenare il sangue, il cosiddetto Ecmo, prima di essere spostato – di nuovo – al Niguarda.

Sta meglio il giovane comasco e finalmente può tornare a casa con la sua famiglia. Un risultato che, commenta Bertolaso, “è il successo di un gioco di squadra fra le migliori eccellenze della sanità lombarda che hanno dimostrato che solo un sistema coeso e competente può superare ostacoli altrimenti insormontabili. Oggi – aggiunge – ritrova il suo mondo, la sua camera, i suoi affetti, il suo computer, i suoi libri e i suoi amici, noi in lui troviamo la forza per continuare nonostante tutto, perché sono gli occhi pieni di gioia suoi e dei suoi genitori che ci fanno sentire utili per il nostro Paese”.