Taglio delle accise e sconti sul prezzo del carburante, dal 2 maggio si cambia registro. A causa della differenza di prezzo tra diesel e benzina, i nuovi tagli saranno diversi. Lo ha deciso il consiglio dei ministri. Il prossimo appuntamento è per l’11 maggio, data che gli autotrasportatori hanno già segnato in rosso sul calendario. Ma andiamo con ordine.
Il taglio delle accise è stato ridotto, almeno per la benzina, con uno sconto che si ferma a 5 centesimi. Da domani, al netto delle differenze tra un gestore e l’altro, si prevedono rincari fino a 18 centesimi al litro. Resta più tutelato, invece, il prezzo del gasolio. Solo per il diesel, infatti, è una vera e propria proroga: confermato il taglio alle accise di 20 centesimi al litro (che sfiorano i 25 se si aggiunge l’Iva). Quel che è certo è che per gli automobilisti è l’ennesima stangata. Le conseguenze della guerra in Iran continuano a pesare sulle tasche degli italiani, che devono far fronte a numerosi rincari. Il più evidente, e immediato, è proprio alla pompa di benzina.
Resta critica la situazione per gli autotrasportatori, che dal blocco dello stretto di Hormuz segnalano rincari ormai di gran lunga superiori al 30%. “Ridurre gli sconti potrebbe essere l’ennesimo salasso per la categoria”, commenta Riccardo Gervasoni presidente di Fita Cna Lombardia Nord-Ovest. “Restiamo in allerta e, al momento, confermiamo il fermo nazionale tra il 25 e il 29 maggio. Aspettiamo risposte concrete”, è l’appello della categoria.
Dopo automobilisti e autotrasportatori, spazio ai gestori delle stazioni di servizio, a cui non va meglio. È il quadro disegnato dalla comasca Daniela Maroni, vicepresidente nazionale di Figisc Confcommercio. “La proroga dello sconto di 20 centesimi sul gasolio è vista positivamente dalla categoria – precisa Maroni – Tuttavia registriamo un crollo delle vendite”. I numeri parlano chiaro: “Si stima una diminuzione del 20% dell’erogato, con inevitabili perdite di incassi – aggiunge – I prezzi aumentano, ma gli stipendi restano immobili. Per alcuni muoversi in auto è diventato un lusso che non ci si può più permettere”. Il decreto, inoltre, non prevede alcuna compensazione per i gestori. Si tratta di “un grande impegno economico anche per i gestori. C’è grande preoccupazione per la categoria”, sottolinea Maroni. Insomma, per i lavoratori come per i gestori i rincari sono praticamente all’ordine del giorno. Mentre le entrate restano ferme. L’auspicio è che interventi concreti non tardino ad arrivare.


