Cantù, il Comune autorizza la moschea. Fine di un braccio di ferro durato oltre dodici anni

Il Comune di Cantù ha autorizzato la moschea. Il permesso a costruire rilasciato dall’amministrazione agli islamici mette fine a un braccio di ferro che da oltre dodici anni vede il municipio contrapposto all’Associazione Assalam per l’utilizzo come luogo di culto del capannone di via Milano di proprietà del sodalizio.
A inizio maggio, il Consiglio di Stato ha dato nuovamente ragione agli islamici, con un provvedimento definitivo che di fatto imponeva al Comune di dare il via libera alla moschea. Diversamente sarebbe intervenuto un commissario.
“Prendiamo atto che il Comune di Cantù ha rilasciato all’Associazione Assalam il permesso di costruire per il cambio di destinazione dell’immobile di via Milano in luogo di culto – dichiarano i legali Vincenzo Latorraca e Michela Luraghi – Senza attendere l’intervento del commissario, l’amministrazione ha finalmente provveduto al rilascio, riconoscendo che è possibile insediare nel capannone un luogo di culto”.
L’amministrazione provvederà alla restituzione degli importi versati da Assalam a titolo di contributo di costruzione per un totale di 58.647 euro, considerata l’invalidità del precedente provvedimento di rilascio. “Si esaurisce ogni possibilità di contenzioso, certo non voluto dall’Associazione – aggiunge Assalam – Il presidente dell’Associazione auspica che, per il prossimo futuro, possa aprirsi una stagione di dialogo con l’amministrazione comunale e con enti e realtà associative presenti sul territorio”.
“Se qualcuno gioisce ed esulta per la moschea, io rimango oggi più che mai fortemente contrario – commenta il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni – Non arretro da un punto di vista politico e manifesto tutta la mia opposizione a un luogo di culto che nasce in un clima di forte conflittualità e resistenza da parte della città”. “Valuteremo altri passi nel rispetto delle sentenze, partendo da una legge nazionale a cui stiamo lavorando come Lega per inquadrare la regolamentazione dell’Islam politico, anche con riferimento ai luoghi di culto che spesso si trasformano in ambiti di radicalizzazione – aggiunge Molteni – Rimarrà costante l’interlocuzione con prefetto e questore per tenere massima l’attenzione sia in termini di prevenzione sia di analisi e di controllo dei fenomeni del radicalismo di matrice religiosa che rimangono un alert sensibile e prioritario per chi si occupa di sicurezza”.