Incontro urgente lunedì tra preside e provveditore per discutere la situazione della scuola Corridoni dopo che il sindaco Alessandro Rapinese, in consiglio comunale ha confermato la chiusura del plesso da settembre. Nelle stesse ore, le famiglie depositeranno anche un ricorso al Consiglio di Stato.
Il sindaco di Como si è rivolto direttamente ai vertici scolastici e allo stesso provveditore precisando che “devono trovare le aule” per i bambini che dovranno lasciare via Sinigaglia. La risposta della scuola non si è fatta attendere ed è arrivata dal presidente del consiglio dell’istituto Como Borgovico Simone Molteni.
“Questa amministrazione non dialoga. Chi fa domande legittime sui laboratori didattici o sulle aule di sostegno per bambini con disabilità riceve insulti, non risposte. Sberleffi e aggressività da un lato, silenzio omertoso e vile dall’altro – dice Molteni – Il consiglio comunale di ieri sera ha fatto un salto ulteriore, e serio: dalla mala politica siamo passati al bullismo vero e proprio. E’ emersa un’anima più buia. Perché i tempi e i modi di una chiusura non sono dettagli: sono la sostanza”.
“È bullismo perché nei plessi che dovrebbero accogliere i bambini della Corridoni il Comune non ha ancora avviato né la progettazione né i lavori di ampliamento e adeguamento – aggiunge il presidente del consiglio d’istituto – Si è scelto di forzare la mano perché il percorso legale è ancora aperto e manca la sentenza del Consiglio di Stato, minacciando famiglie e personale scolastico, costretti a navigare nell’incertezza e scegliendo di non inviare alcuna comunicazione ufficiale alle scuole”.
“Trasferire bambini senza aver completato i lavori di adeguamento significa violare le norme minime di sicurezza e di decenza – conclude Simone Molteni – Nessuno degli altri plessi selezionati dal comune è pronto. Chiudere scuole piene e vive è già discutibile. Farlo così è vergognoso”.


