Corridoni, opposizioni contro il sindaco: “Sosteniamo le famiglie, decisione senza visione”

“Parole colme di odio destinate a colpire e spaventare le famiglie della Corridoni”. Opposizioni contro il sindaco di Como Alessandro Rapinese per le parole con cui in consiglio comunale ha ribadito la chiusura della scuola Corridoni di via Sinigaglia dal prossimo anno scolastico.
“I piccoli della Corridoni non sono pacchi postali da scaricare nei corridoi della Foscolo, della Filzi, della Perti o di via Fiume – attaccano Daniele Valsecchi, segretario cittadino del Pd e Francesco Finizio, referente scuole – È pura follia fare un annuncio del genere a fine luglio, senza aver minimamente provveduto ai lavori di predisposizione delle aule e degli spazi educativi necessari nelle altre strutture. Le parole del sindaco svelano ancora una volta il suo bluff: non c’è programmazione, non c’è pianificazione, non c’è alcun percorso politico, c’è solo totale incapacità amministrativa e incompetenza dimostrata anche dal tentativo maldestro di scaricare la colpa su provveditore e dirigenti scolastici, intimando loro di ottemperare”.
“L’ennesimo attacco di Rapinese ai genitori della Corridoni ha tutto il sapore della ritorsione nei confronti di chi ha osato contestare il suo pensiero – attacca per Svolta Civica Vittorio Nessi – La realtà è che, dietro l’aggressività, emerge tutta l’incapacità di questa amministrazione. La prossima avrà il compito di rimettere in sicurezza il sistema scolastico cittadino”.
“L’amministrazione invoca il rispetto delle sentenze quando queste le danno ragione, ma si accanisce con ostinazione ogni volta che il verdetto le è sfavorevole – dicono Vincenzo Falanga e Teresa Minniti – Nova Como sostiene la battaglia delle famiglie della scuola Corridoni contro una decisione sbagliata che rivela un modo di amministrare preciso: chiudere le scuole senza programmazione, senza visione e senza considerare i bisogni delle famiglie. A fare le spese di questa ennesima scelta miope sono i 200 bambini e le famiglie della Corridoni”.
Stefano Molinari, presidente provinciale Fratelli d’Italia Como, sottolinea che “liquidare le preoccupazioni dei genitori con atteggiamenti offensivi e sprezzanti non è degno di chi rappresenta un’istituzione”. “Prima di chiudere una scuola occorre dimostrare che esistano realmente spazi adeguati ad accogliere tutti gli alunni – aggiunge Molinari – Una scuola non è un insieme di muri da spostare su una planimetria. È una comunità educativa fatta di bambini, insegnanti, famiglie, relazioni e inclusione. Chiediamo all’amministrazione di aprire un confronto serio con le famiglie, con il personale scolastico e con tutte le istituzioni coinvolte”.