(ANSA) – MILANO, 03 SET – La città di Milano ha ricordato il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa a 44 anni esatti dall’attentato mafioso in cui è stato ucciso a Palermo, insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. Alla cerimonia di deposizione delle corone al monumento al Carabiniere, in centro città, hanno partecipato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il sindaco Giuseppe Sala, l’assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia Romano La Russa, il prefetto Claudio Sgaraglia, il questore Bruno Megale, il procuratore capo di Milano Marcello Viola e il generale dei carabinieri Riccardo Galletta, comandante interregionale Pastrengo. Oltre alla famiglia del generale, con i figli Nando e Rita. "Ci sono delle cose che non finiscono mai di fare male – ha osservato Rita Dalla Chiesa a margine della cerimonia -. Si va avanti perché si vedono le persone e i giovani che continuano a crederci e che portano avanti tante battaglie che erano state iniziate nel 1982, quindi la nostra speranza, sono i bambini, sono i giovani". Nando Dalla Chieda ha spiegato che Milano ricorda sempre con affetto il padre. "È una città che lo ricorda molto, che lo ricorda con affetto e che cerca di seguirne gli insegnamenti – ha aggiunto -. Questo lo posso dire per il lavoro fatto in università, c’è una cattedra che è intitolata a lui e a Giovanni Falcone insieme, un punto di riferimento per tutti". Nostro padre – hanno infine osservato insieme – ci ha insegnato la libertà, anche per le proprie idee, e il rispetto per le istituzioni". A ricordare invece come il metodo di lavoro di Dalla Chiesa aveva rivoluzionato già 40 anni fa il modo di fare le indagini è stato il generale Galletta. "Dalla Chiesa è stato l’autore di un metodo operativo innovativo che ha permesso di sconfiggere il terrorismo – ha detto -, nell’Italia settentrionale. Un metodo innovativo anche nella lotta alla criminalità organizzata". (ANSA).
I figli di Dalla Chiesa ‘ci ha insegnato il rispetto delle istituzioni’




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