(ANSA) – CHIETI, 15 SET – Contratti fittizi, società di facciata e lavoratori sfruttati. Questo ha scoperto la Guardia di Finanza di Chieti che ha portato alla luce una maxifrode transnazionale nel settore della manodopera nel settore del trasporto merci su gomma che ha coinvolto 95 lavoratori in nero con un’evasione contributiva di oltre 1,2 milioni di euro. Quattordici le persone denunciate per reati tributari e societari, somministrazione fraudolenta di manodopera, e truffa aggravata ai danni dello Stato. Nei confronti delle sole società teatine l’evasione fiscale è di circa 6 milioni di euro Ires, Irpef e Irap , l’emissione di fatture per operazioni inesistenti complessivamente è pari ad oltre 3,5 milioni di euro. Coinvolte 18 società, di cui 4 di diritto estero e 5 operanti nel chietino. A queste ultime sono state contestate violazioni in materia di responsabilità amministrativa degli enti per la mancata adozione di protocolli interni anti-reato. L’indagine ha portato alla luce un meccanismo di caporalato transnazionale e dumping sociale che, partendo dall’Abruzzo, ha assunto proiezioni e rilevanza di carattere nazionale. Le Fiamme Gialle hanno scoperto l’impiego irregolare di lavoratori extra-Ue, in particolare albanese, da parte di alcune società teatine che utilizzavano il cosiddetto ‘distacco internazionale’ con contratti fittizi e imprese che in realtà erano mere società schermo (‘letter box company’) prive di una reale struttura operativa. Servivano, quindi, solo come copertura giuridica per reclutare autisti, pagarli molto meno del dovuto e non versare imposte e contributi all’Inps, creando una concorrenza sleale tra le imprese del settore e sfruttando i lavoratori. (ANSA).
Maxifrode a Chieti per caporalato transnazionale, 14 denunciati




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