Hostess caso ’30 secondi’: ‘Anni estenuanti, nessuna merita quel calvario’

'Serve una legge che stabilisca che senza il consenso è violenza'

(ANSA) – MALPENSA (VARESE), 08 OTT – "Ci sono voluti otto lunghi ed estenuanti anni per arrivare a questo risultato" Barbara D’Astolto, la hostess molestata da un ex sindacalista a Malpensa, lo ricorda commentando le motivazione della sentenza di condanna a carico dell’uomo sottolineando "la necessità di una legge che stabilisca nero su bianco che senza consenso è violenza. Sempre". "Le donne italiane che denunciano – osserva – non meritano il calvario che ho passato io". "Oggi – spiega D’Astolto – è stato ribadito con chiarezza ciò che la Suprema Corte aveva già scritto quasi due anni fa, demolendo in toto tutte le motivazioni che avevano portato alla doppia assoluzione dell’imputato, ora finalmente condannato". "Ci sono voluti otto lunghi ed estenuanti anni per arrivare a questo risultato. Anni in cui spesso mi sono ritrovata a pensare: ‘Ma chi me lo ha fatto fare di denunciare?’. Per fortuna – prosegue – ho potuto contare sulla solidarietà e la vicinanza di persone che mi hanno sostenuto e mi hanno spinto a non mollare. Fondamentale il sostegno del mio legale, di tutte le testimoni di questo processo, dell’opinione pubblica, dei media che non mi hanno mai giudicata (salvo poche eccezioni) raccontando con dignità questa storia complessa, e di chi si è speso e continua a spendersi affinché questo caso mantenga accesi i riflettori sulla necessità di una legge che stabilisca nero su bianco che senza consenso è violenza". (ANSA).

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