Femminicidi, più della metà degli orfani era presente al delitto

Indagine del progetto Respiro su 124 orfani presi in carico in 6 regioni

(ANSA) – NAPOLI, 30 OTT – Più della metà aveva meno di nove anni quando è avvenuto il delitto, quasi uno su tre non ne aveva ancora compiuti sei. Nell’87,7 per cento dei casi documentati, l’autore del reato è un loro genitore e, al momento del delitto, più della metà dei bambini era in casa. Questa la fotografia degli orfani di femminicidio che emerge dall’indagine del progetto ‘Respiro-Rete di sostegno per percorsi di inclusione e resilienza con gli orfani speciali’, selezionato da Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il rapporto è stato presentato oggi a Napoli in occasione dell’incontro ‘Orfani di femminicidio: lo Stato che c’è. Cinque anni del progetto Respiro. La rilevazione raccoglie informazioni su 124 orfani, appartenenti a 78 nuclei familiari, presi in carico dal progetto in sei regioni: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia. Respiro è un progetto realizzato dalla cooperativa sociale Irene ’95, capofila di una rete nazionale e territoriale che comprende Cismal, Save the Children Italia, Terre des Hommes Italia, Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Bari-Giovanni XXIII, Centro Famiglie Catania, Cestrim onlus, Cipm Sardegna, Consorzio Co.Re, Progetto Sirio, Centro antiviolenza Thamaia, Koinos coop. sociale, Associazione Sinapsi. (ANSA).

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