Secondo lotto della Tangenziale di Como, Orsenigo: “Sparito, non c’è più”

Il secondo lotto della Tangenziale di Como, parte del sistema Pedemontana, è – anzi, sarebbe – necessario per dare un senso al primo lotto, quel peduncolo d’asfalto da 2,4 chilometri (a pagamento) che, da solo ha poca ragione d’esistere. Ma il secondo lotto è un’opera costosissima, si è sempre detto, e così l’opera è rimasta fino ad ora nel cassetto.

Ora si farà? Non proprio. Anzi, adesso sembra pure essere sparita da quel cassetto, secondo quanto riferisce il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo.

Nell’aggiornamento del Piano Territoriale Regionale viene invece cancellata la decadenza del corridoio di salvaguardia urbanistica, volto a preservarne le condizioni di realizzabilità tecnica ed economica. Significa che i comuni di Albese con Cassano, Capiago Intimiano, Casnate con Bernate, Como, Lipomo, Montorfano e Tavernerio non sono più tenuti a salvaguardare, con i loro PGT, il corridoio territoriale che il progetto 2009 di Pedemontana aveva previsto per fare passare il secondo lotto della tangenziale; anzi, mantenendo nella tabella il “lotto 2 della tangenziale di Varese”, ma cancellando il secondo lotto della tangenziale di Como dalla tabella. Di fatto, Regione Lombardia sta così dicendo che il progetto del secondo lotto non esiste più e anche, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che non pensa possa essere finanziato all’interno dell’operazione Pedemontana”.

Resta, secondo il consigliere regionale dem, il progetto del collegamento tra Como e Orsenigo all’interno dell’obiettivo prioritario infrastrutturale Autostrada Regionale Varese-Como-Lecco. Un progetto “quanto mai vago, di cui esiste solo un’ipotesi di progetto molto preliminare sul tracciato, che giace nei cassetti da almeno 6 anni. La sua realizzazione è lontanissima, perché non c’è nessuna ipotesi di finanziamento né di finanziatori”, conclude Orsenigo, secondo il quale “Pedemontana e Regione Lombardia si lavano le mani del secondo lotto della tangenziale comasca”.

Commenti

Una risposta

  1. Avatar Giancarlo
    Giancarlo

    Ma come, il partito unico del cemento e dell’asfalto rinuncia a consumare altro suolo? Dobbiamo crederci?
    Invece di rinnovare e potenziare le ferrovie regionali nessuno parla mai, giusto così!

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