Paratie, ieri sera la presentazione pubblica. Le domande dei comaschi

Il funzionamento delle paratie, la vista del lago dalla strada, il dislivello tra passeggiata e piazza Cavour, il posizionamento delle paratie mobili. I comaschi hanno interrogato politici e tecnici sul progetto del nuovo lungolago, presentato ufficialmente alla città ieri sera in un incontro in biblioteca. Una serata partecipata, anche se non si può certo parlare di una presenza in massa dei cittadini.
L’assessore regionale Massimo Sertori, con il direttore generale di Infrastrutture Lombarde Guido Bonomelli hanno mostrato il futuro lungolago di Como che, se tutto andrà come annunciato ieri, sarà pronto nell’aprile del 2022, con un investimento di altri 15 milioni di euro oltre ai 10 già spesi.

Numerosi gli interrogativi posti dai comaschi e ai quali i tecnici hanno risposto, spiegando in particolare che le paratie saranno sollevate a mano, ciascuna da due persone, che questo tipo di barriere non è stato utilizzato altrove e che sarà garantita una protezione fino ad una quota di 200,40 sul livello del mare. Sul rischio di eventuali stop, il direttore di Infrastrutture Lombarde ha escluso che il processo e il contenzioso con Sacaim possano incidere sul nuovo progetto.
I cittadini ora avranno ancora la possibilità di esprimersi prima dell’avvio della gara d’appalto.

 

Commenti

3 risposte

  1. Avatar enrico Fantoni
    enrico Fantoni

    Ho letto che il progetto verrà esposto anche per raccogliere dei suggerimenti.
    Quando e dove??

    Enrico Fantoni

    1. Avatar Anna Campaniello
      Anna Campaniello

      La Regione ha messo a disposizione l’indirizzo progettoparatie@regione.lombardia.it

  2. Avatar silvano de lazzari
    silvano de lazzari

    I maliziosi sostengono che il progetto sarebbe una scopiazzatura di quello della giunta Lucini, con un aggravio di spesa rispetto a quello, la Regione lo nega (nega entrambe le ipotesi), mentre il confronto e i conti dicono di sì.
    Il tutto sarà finito poco prima delle elezioni comunali prossime…
    Insomma, dove non poté l’impegno, molto poté lo spirito elettoralistico.
    Come diceva quello?
    Ah, sì: a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

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