Tremezzina, il parere pesante del docente del Politecnico

Un render del progetto della variante della Tremezzina
Un render del progetto della variante della Tremezzina

La variante della Tremezzina, così com’è stata pensata, non deve essere realizzata. Perché <il progetto al momento risulta non rispettare tutti i requisiti e aver bisogno di significativi approfondimenti>.
Un parere pesante come un macigno, sia per i contenuti, sia per l’autore: la firma in calce alla lettera è infatti del docente universitario Stefano Della Torre, direttore del Dipartimento di Architettura Ingegneria delle Costruzioni e Ambiente Costruito del Politecnico di Milano.
L’esperto, che peraltro è comasco, ha inviato questo documento al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio, al mnistro dei Beni Culturali Dario Franceschini e ai parlamentari lariani Mauro Guerra, Nicola Molteni e Chiara Braga, oltre che al provveditore alle opere pubblico della Lombardia Pietro Baratono.
Al centro della vicenda la variante della Tremezzina, opera già finanziata, la cui realizzazione è appesa a un filo dopo la bocciatura – in termini di impatto ambientale – della Soprintendenza regionale. Solamente il Governo potrà decidere di bypassare questo parere. Un parere che, secondo Della Torre, non va né superato né censurato.
<La Soprintendenza – spiega il docente – non ha negato l’opportunità di realizzare l’infrastruttura stradale, ma ha censurato l’impatto di aspetti particolari del progetto in esame>. Le perplessità della soprintendenza riguardavano e riguardano il tratto scoperto della variante. Della Torre parla di “dubbia qualità” del progetto ed elenca una serie di criticità e di interrogativi aperti. Il primo, scrive il docente, è sulla <completezza dello studio di fattibilità, che avrebbe dovuto approfondire il confronto tra soluzioni alternative>; il secondo, aggiunge Della Torre, è <sulla credibilità dell’esecutività del progetto, e delle connesse stime di costo, visto che il costo al chilometro dichiarato appare inferiore a quello di opere progettate in contesti cantieristici ben più facili>. Il quarto interrogativo è sulla <effettiva disponibilità delle somme previste a progetto> e, infine, il quinto, sulla <valutazione dell’impatto sull’economia locale della diminuita qualità paesaggistica>.
Oltre a difendere il funzionario della Soprintendenza che ha espresso parere negativo, quindi, il professor Della Torre auspica che <non si vada a cantierare un’opera secondo un progetto che al momento risulta non rispettare tutti i requisiti e aver bisogno di significativi approfondimenti>