Lotta al Covid e riduzione del traffico, i Verdi: diversificare gli orari, più smart working e servizi online

Modificare e differenziare gli orari (dalle scuole ai negozi, dall’attività industriale a quella degli enti pubblici), ricorrere quanto più possibile allo smart working, incentivare l’informatizzazione di tutti i servizi (dalle prenotazioni alle riunioni a distanza). Sono le soluzioni, definite a costo zero, proposte dai Verdi di Como per ridurre i contagi passando dall’alleggerimento del trasporto pubblico e dalla diminuzione del traffico cittadino, congestionato ulteriormente dalla chiusura prolungata dei passaggi a livello.

“I trasporti pubblici, come avevamo preannunciato a primavera, insieme alle movida irresponsabile, sono un anello debole nel contrasto alla pandemia – scrive Elisabetta Patelli, presidente onorario dei Verdi della Lombardia – contrasto che  non può essere risolto solo moltiplicando i mezzi sulla strada, pubblici o privati, nel  nostro sistema della mobilità perennemente sull’orlo del collasso”.

“Un ulteriore potenziamento dei bus , anche ricorrendo ai privati, va valutato – dice ancora Patelli – solo dopo aver messo in atto tre soluzioni a costo zero di cui disponiamo dall’inizio della pandemia non ancora attivate a fondo”.

Quindi le richieste: creare un tavolo interistituzionale per l’accordo sugli orari della città. Per diversificare, appunto, le fasce di apertura di negozi, enti e scuole. E poi ancora i verdi chiedono la massima diffusione dello smart working nella pubblica amministrazione e nel settore privato, fatti salvi i servizi essenziali in presenza, su prenotazione. Infine l’informatizzazione di tutti i servizi pubblici e privati possibili.

“Per ora soltanto le scuole stanno facendo i salti mortali, applicando tutte le forme di flessibilità, con grande sforzo – chiude Patelli –  ma il virus si propaga altrove, fuori dall’aula, sui trasporti e nella movida. Si agisca su quello – dice infine la portavoce dei Verdi – prendendo ad esempio le istituzioni scolastiche, invece di pensare a chiuderle”. 

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