Addio all’eterno campione Alex Zanardi. L’ultima sfida per rinascere a Villa Beretta

L’ultima sfida, l’ennesimo tentativo di andare oltre ogni limite e ripartire un’altra volta, l’aveva affrontata a Villa Beretta, centro di riabilitazione dell’ospedale Valduce, a Costa Masnaga, nel Lecchese. Era il mese di luglio del 2020 e Alex Zanardi, “il campione dell’impossibile” iniziava un nuovo percorso di riabilitazione dopo un drammatico schianto contro un camion con la handbike. Sembrava dovesse essere eterno, con le sue continue rinascite, ma oggi l’Italia deve dire addio al suo supereroe. Il cuore di Alex, 59 anni, si è fermato nella serata del Primo maggio.
La notizia è stata comunicata dalla famiglia con Obiettivo 3, l’associazione benefica di atleti con disabilità fondata dal campione. “È con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio – si legge nel post – Alex si è spento serenamente, circondato dall’affetto dei suoi cari. La famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto”.
Sulle condizioni del campione era stato mantenuto uno stretto riserbo negli ultimi anni, proprio dopo il drammatico incidente che lo aveva messo nuovamente alla prova. La sua vita era rimasta per giorni appesa a un filo. Poi il trasferimento a Villa Beretta, struttura d’avanguardia per la riabilitazione. Un percorso difficile, affrontato lontano dai riflettori, con il mondo dello sport e non solo che faceva il tifo, a rispettosa distanza, per l’eterno campione.
Bolognese, ex pilota di Formula1, nel 2001 aveva perso le gambe dopo un incidente durante una gara di Formula Cart in Germania. In fin di vita, aveva lotta non solo per salvarsi, ma per un’autentica rinascita che lo aveva portato a tornare ai successi sportivi, ancora nel mondo dei motori e nello sport paralimpico. Due ori e un argento con l’handbike alle Olimpiadi di Londra, nel 2012. Nel 2016, mentre preparava i Giochi di Rio, durante la presentazione di un accordo di Regione Lombardia siglato a Erba, nella sede di Enervit, il campione si era lasciato andare a un ricordo giovanile legato proprio al territorio comasco.