Il pieno di benzina da oggi costa ancora di più. Dal 2 maggio il governo ha ridotto lo sconto sulle accise a soli 5 centesimi al litro, con rincari fino a 18 centesimi rispetto a ieri: per un pieno da 50 litri si parla di circa 9 euro in più. Per il gasolio il taglio viene invece confermato a 20 centesimi — quasi 25 con l’Iva — ma anche lì il prezzo alla pompa resta alto. Per i pendolari di Como e provincia, specie per chi usa l’auto per lavoro tutti i giorni, ogni rifornimento pesa sempre di più sul bilancio.
Il malcontento non riguarda solo chi fa benzina. Anche gli automobilisti diesel sentono il peso di una spesa che, nonostante lo sconto, rimane elevata rispetto a qualche anno fa.
Nel confronto europeo l’Italia resta però uno dei paesi più convenienti per fare il pieno, e svizzeri e francesi continuano a varcare il confine proprio per questo. A Como oggi il flusso turistico in auto non ha subito flessioni, segno che il rincaro non ha scoraggiato chi era già in viaggio. Per i residenti è diverso: non hanno alternative, e ogni aumento ricade direttamente sulle spese di tutti i giorni. A risentirne di più sono gli autotrasportatori, per i quali il carburante è la principale voce di costo: la categoria segnala rincari già superiori al 30% rispetto all’inizio del 2025, ha fissato l’11 maggio come prossimo confronto con il governo e ha già annunciato uno sciopero nazionale tra il 25 e il 29 maggio, con il blocco dei mezzi pesanti su tutto il territorio italiano.


