I futuri preti, in 1.800 nei 120 Seminari italiani

Le istituzioni formative si dividono in maggiori e minori

(ANSA) – ROMA, 28 MAG – Non è solo la scuola in cui si impara a fare i prete. Il seminario è un’istituzione diretta alla formazione umana, accademica e pastorale di coloro che si sentono chiamati al sacerdozio. Secondo l’ultimo annuario della Cei, su 225 diocesi italiane si contano 120 seminari maggiori, dove i candidati al presbiterato svolgono gli studi filosofici e teologici, e hanno un’età media che si attesta sui 28 anni. I seminari minori sono invece 72, e accolgono ragazzi tra gli 11 e i 18 anni che frequentano le scuole medie inferiori e superiori. In genere ogni diocesi ha un proprio seminario, affidato alle cure di un rettore e di altri formatori, tra cui il direttore spirituale. Lungo la penisola si trovano anche 8 seminari regionali e uno interregionale. Uno dei più antichi e dei più numerosi si trova a Molfetta, e attualmente ospita circa 60 studenti provenienti dalle 19 diocesi della Puglia. A volte i numeri ridotti non consentono alla singola Chiesa locale di dotarsi di un proprio seminario. Negli ultimi decenni sono quindi sorti Seminari interdiocesani, come quello di Fossano, cui arrivano i candidati di 5 diocesi piemontese. Secondo gli ultimi dati ufficiali, risalenti al 2021, il numero dei seminaristi diocesani italiani è di 1.804. In questi dati non rientrano gli aspiranti preti religiosi, cioè coloro che entrano in un ordine religioso. Solo per dare un’idea: ogni anno in Italia diventano salesiani una ventina di giovani, che vivono il periodo di formazione negli istituti della loro congregazione. (ANSA).

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