Un uomo su 3 giustifica violenza economica,2 su 10 quella fisica

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(ANSA) – ROMA, 13 NOV – La violenza economica è accettabile da un 1 su 3, e lo è per quasi la metà dei maschi Millennial e quelli della Gen Z. La violenza fisica sulle donne è giustificabile per quasi 2 maschi adulti su 10. Per 1 su 4 la violenza verbale e quella psicologica sono motivate da provocazioni e comportamenti ‘scorretti’ delle donne. La maggioranza (55%) dei Millennials ritiene legittimo il controllo sulla partner, soprattutto in caso di tradimento o di mancata cura della casa e dei figli. Lo rivela "Perchè non accada. La prevenzione primaria come politica di cambiamento strutturale", una ricerca di ActionAid con l’Osservatorio di Pavia e B2Research per indagare come disuguaglianze e stereotipi di genere si riproducano in ogni ambito della società, contribuendo a ricreare e legittimare la violenza. E dalla ricerca, sottolinea ActionAid, emerge proprio che ogni spazio, ruolo sociale e privato che le donne vivono è attraversato da disuguaglianze di genere. A casa il 74% delle donne si occupa da sola dei lavori domestici, contro il 40% degli uomini (80% delle Boomer e 83% delle donne della Gen X). Il 41% delle madri si occupa da sola dei figli, contro appena il 10% dei padri. Negli spazi pubblici il 52% delle donne ha provato paura (contro il 35% degli uomini), una quota che sale al 79% tra le più giovani e resta alta anche tra le Boomers (55%). Il 38% delle persone ha avuto paura almeno una volta sui mezzi pubblici, ma tra le giovani donne della Gen Z il dato sale al 65,5%. Se si parla di film, serie tv, spettacoli dal vivo il 55% delle donne si è sentita svalutata nei contenuti culturali e sono il 70% le giovani donne della Gen Z. Anche online 4 donne su 10 (40%) dichiarano di aver avuto "spesso" o "a volte" timore di ricevere reazioni sessiste ai propri contenuti online. La paura è più alta tra le ragazze della Gen Z (59,3%), mentre scende al 29,1% tra le Boomer. Le più giovani, più presenti nei social, sono più esposte. ActionAid chiede al Governo di vincolare almeno il 40% dei fondi del Piano nazionale antiviolenza alla prevenzione primaria poichè permetterebbe all’Italia di avvicinarsi a a paesi come la Spagna, dove oltre il 50% dei fondi è destinato ad azioni che promuovono l’uguaglianza di genere, "con risultati tangibili visto dal 2003 al 2024 i femminicidi sono diminuiti di oltre il 30%". "La prevenzione primaria – afferma Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale ActionAid Italia – non si può fermare alla necessaria educazione nelle scuole, ma deve coinvolgere le persone di ogni età, con azioni dirette a tutti gli ambiti della vita quotidiana, perché solo un cambiamento culturale può fermare la violenza maschile contro le donne". (ANSA).

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