Un altro maranza che dagli arresti domiciliari finisce in comunità, dopo aver violato ripetutamente il divieto di uscire dalla propria abitazione. Ha soltanto 14 anni ed è stato arrestato, assieme a un altro minorenne, lo scorso 29 settembre dai carabinieri della stazione di Fino Mornasco con le accuse di rapina aggravata e tentata estorsione. Un aggravamento, dunque, della precedente misura cautelare a cui il giovane era sottoposto. Si tratta del quarto caso registrato sul territorio in poche settimane.
Il 14enne è ritenuto responsabile – come detto – di rapina aggravata e tentata estorsione commesse, in complicità con un 17enne, a bordo di un treno regionale ai danni di uno studente di 18 anni. Secondo quanto ricostruito, il 18enne comasco stava tornando a casa da Milano in treno. Mentre il convoglio si avvicinava alla stazione di Lomazzo, sarebbe stato avvicinato dai due ragazzini che, minacciandolo, si sarebbero fatti consegnare il cellulare e lo avrebbero poi rapinato del portafoglio con 25 euro. I due maranza avrebbero poi preteso denaro dalla vittima per restituirgli il telefono e i suoi oggetti personali.
All’aggressione avrebbero assistito anche altri passeggeri ed è stato poi fatto intervenire il capotreno, che ha fermato il convoglio alla stazione di Lomazzo, dove sono intervenuti i carabinieri di Fino Mornasco. I militari dell’Arma hanno bloccato i due sospettati, residenti a Como e Grandate, e hanno sequestrato ai due una bombola di “droga del sorriso”, nota anche come gas esilarante, protossido di azoto, usato come medicinale per scopi anestetici o analgesici ma con gravissimi rischi di effetti collaterali ad alte dosi, dalla perdita di coscienza all’arresto cardiaco.
I due ragazzi sono stati inizialmente portati al carcere minorile Beccaria di Milano e, dopo alcuni giorni, scarcerati ed ammessi alla misura degli arresti domiciliari. Misura che, però, il 14enne avrebbe violato, motivo per cui è stato trasferito in una comunità di Como.





