Dovrebbe essere la cartolina di Como, invece versa in stato di abbandono. Piazza Cavour, il cuore turistico della città affacciato sul primo bacino del Lario, mostra ormai da tempo segni evidenti di degrado che non passano inosservati né ai residenti né ai visitatori. Indumenti abbandonati tra le aiuole (che spesso vengono usate come toilette a cielo aperto), cabine divelte e il chiosco del servizio di bike sharing riverso a terra. Le fontane storiche che guardano il lago hanno i getti d’acqua danneggiati, e, lungo i bordi della piazza, qualcuno ha avvistato anche carcasse di topi. E la presenza delle trappole conferma il problema.
Uno scenario che stride con l’immagine di una città celebrata in tutto il mondo per la bellezza del suo lago, meta ogni anno di milioni di turisti internazionali. Proprio quello spazio dovrebbe essere il biglietto da visita di Como, il primo scorcio che accoglie chi arriva in centro dalla stazione o dal lungolago. E invece le segnalazioni dei cittadini si accumulano senza che arrivino interventi risolutivi. L’inciviltà è certamente un problema, ma degrado chiama degrado e, probabilmente, interventi di manutenzione sarebbero utili almeno ad arginare alcune situazioni.
L’ultimo appello in ordine di tempo arriva dall’ex consigliere comunale Luigi Bottone che ha immortalato alcuni scorci, topi compresi, e si rivolge all’attuale amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Rapinese: “Facile attaccare gli altri – dice – ma poi quando scatta il proprio turno ci si gira dall’altra parte”.
Il tema della riqualificazione della piazza è al centro di un lungo dibattito e ricorre in ogni campagna elettorale. Dopo i 18 anni di cantiere delle paratie e i trentotto milioni di euro spesi nel sistema antiesondazione, la passeggiata sul lago è stata finalmente restituita alla città in versione allargata, pur ancora priva di parapetti. Ma ordine e pulizia e soprattutto idee progettuali per quanto riguarda lo spazio pubblico, noto come “il salotto cittadino”, sul quale peraltro affacciano strutture ricettive di alto livello, sembrano essere rimasti fermi al palo.
L’arredo urbano appare trascurato, le aiuole sono diventate ricettacolo di rifiuti e oggetti abbandonati. Una situazione che solleva interrogativi su come l’amministrazione comunale intenda gestire il decoro del luogo più rappresentativo della città.






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