Adattarsi al cambiamento o restare in balia degli eventi: sono le due sfide che il mondo oggi si trova davanti, dopo un 2025 segnato da profonde svolte geopolitiche. Da un lato il ritorno a una logica di potenza, quella degli Stati Uniti guidati dal presidente Trump, dall’altro un contesto internazionale instabile e preoccupante, segnato da guerra e tensioni. L’Europa, in questo 2026, deve fare i conti con un alleato sempre più imprevedibile, mentre la guerra in Ucraina sembra lontana da una soluzione. Fragile anche la tregua in Medio Oriente e resta da capire se sarà questo l’anno decisivo. Sono soltanto alcuni dei temi al centro dell’incontro “Outlook geopolitico: cosa aspettarsi dal 2026”, organizzato da Confindustria Como in collaborazione con Ispi, l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale.
Le guerre, le tensioni geopolitiche, la minaccia di nuovi dazi fanno da sfondo a una situazione internazionale caratterizzata da una forte discontinuità. “L’appuntamento annuale con Outlook geopolitico diventa, di anno in anno, sempre più carico di interesse e aspettative. In uno scenario in rapida evoluzione, la geopolitica non è più un fattore di contesto, ma una variabile strategica”. A dirlo è Alberto Novarese, vicepresidente di Confindustria Como con delega all’Interenazionalizzione. L’obiettivo dell’incontro, ha sottolineato il vicepresidente, è “offrire alle imprese chiavi di lettura concrete per interpretare il cambiamento e trasformare l’incertezza in capacità di scelta”.
Presente all’incontro Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico di Ispi, una delle voci più autorevoli nel panorama delle relazioni internazionali, che ha offerto preziose chiavi di lettura per comprendere i futuri equilibri globali e il loro impatto sull’Italia e sull’Europa. Un incontro per analizzare le principali sfide geopolitiche e geoeconomiche, dicevamo, ma anche un’importante opportunità di riflessione per imprenditori e imprenditrici.





